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Accordi sul clima. Sorondo: ora Europa sia protagonista

Comunità internazionale contro la decisione di Trump di uscire dall'Accordo di Parigi - EPA

Comunità internazionale contro la decisione di Trump di uscire dall'Accordo di Parigi - EPA

Dall'Europa alla Cina, dall'India alla Russia e all’Unione Africana, è unanime il dissenso della comunità internazionale riguardo alla decisione del presidente americano Donald Trump di uscire dall’accordo di Parigi per combattere il riscaldamento globale. Ma dagli Stati Uniti nessun passo indietro: “Trump ha messo l'America al primo posto, non c'è niente di cui chiedere scusa", ha detto il capo dell'Agenzia per la Difesa dell'ambiente americano Scott Pruitt, liquidando l'accordo come "un mucchio di parole" con benefici "minimi" sull'ambiente. Fortemente critici anche i vescovi statunitensi. Di scelta disastrosa parla anche mons. Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze. Francesca Sabatinelli gli ha chiesto se sia una scelta dettata esclusivamente da motivazioni economiche:

R. – Lo dice lui, no? “Prima l’America” e poi: “Io voglio far ripartire il lavoro” e ancora: “Voglio che tutte le multinazionali del petrolio funzionino, questo ho promesso e questo faccio!”: l’ha detto lui stesso. Naturalmente è il punto di vista economico.

D. – Con questo vuoto che adesso si apre a causa degli Stati Uniti, chi può compensare?

R. – Io credo che l’Europa sia chiamata ad avere un ruolo importantissimo e nuovo, perché adesso la guida del mondo passa nelle mani degli europei, se lo sapranno fare, come lo fanno. Trump come regalino ha detto: “Bè, facciamo un nuovo accordo che non sia così disastroso per l’America”. E Macron subito ha detto. “Nessun nuovo accordo. L’accordo è questo e basta”. Questa è l’Europa. E quindi se lui con la Merkel e con il presidente del Consiglio italiano e con gli altri leader riescono a mantenere il punto, credo che sia l’ora dell’Europa.

D. – Questa scelta degli Stati Uniti può influenzare altri Paesi …

R. – Sì … questa è la parte negativa, che questa scelta può portare con sé. Speriamo di no, anche perché come ha detto Obama, è una scelta contro il futuro e quindi speriamo che non sia così, che gli altri Paesi non seguano un’indicazione egoista, perché gli altri Paesi sono convinti di questo problema. Anche i Paesi arabi, che sono entrati in questo accordo … Pero, d’altra parte, la messa in pratica di questa uscita è un po’ come la Brexit: ha visto quanti problemi porta con sé? Quindi, non sarà neanche facile! La mia speranza è che questo tirarsi fuori duri il periodo del governo del presidente Trump e che quindi un nuovo presidente torni all’accordo.