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Oms vara piano globale per le demenze: un nuovo malato ogni 3 secondi

Ogni 3 secondi una persona, nel mondo, è colpita da demenza - AFP

Ogni 3 secondi una persona, nel mondo, è colpita da demenza - AFP

Un Piano globale di azione per fronteggiare la demenza, che colpisce una persona ogni 3 secondi. Ad approvarlo è stata l’Assemblea mondiale della Sanità, riunita in questi giorni a Ginevra, invitando i governi ad agire subito per sviluppare cure, finanziare ricerche e sostenere i familiari delle persone colpite da questa malattia, da ritenere una priorità nella salute pubblica. Ma cosa s’intende per demenza? Roberta Gisotti lo ha chiesto a Mario Possenti, segretario generale della Federazione italiana Alzheimer, che ha partecipato ai lavori per l’approvazione del testo:

R. – La demenza si manifesta con una serie di sintomi, collegati a varie malattie. L’alzheimer rappresenta circa il 60 per cento di tutte le demenze, che possono avere moltissime cause. Si calcola che in tutto il mondo ci siano circa 47milioni di persone con una demenza. In Italia le ultime stime parlano di un milione 200 mila persone.

D. - Ad oggi solo 29 su 194 Paesi membri dell’Oms hanno un Piano nazionale di azione sulla demenza, che è stata dunque sottovalutata fino ad oggi …

R. - Assolutamente. 29 nazioni hanno iniziato il percorso per avere il Piano nazionale demenza e l’Italia è una di queste. Tuttavia nel nostro Paese il Piano non è finanziato, quindi per ora si tratta di un bellissimo pezzo di carta.

D. - Il Piano dell’Oms sottolinea che la demenza non è l’inevitabile conseguenza dell’invecchiamento. Forse è stata proprio questa convinzione a ritardare una presa d’atto responsabile da parte dei Paesi?

R. - Assolutamente. La comune concezione che una persona anziana ad un certo punto della propria vita “possa perdere qualche colpo”, dimenticarsi delle cose, non è per forza segno dell’invecchiamento, ma si tratta di una malattia fisica. Le cellule del cervello muoiono; si tratta veramente di una patologia, che questo Piano sottolinea e per questo pone in atto alcune strategia per affrontarla.

D. - Il Piano raccomanda anche di sviluppare la ricerca su questa malattia …

R. - È vero. Se noi pensiamo al quantitativo di denaro impiegato per la ricerca sul cancro e sulla demenza, vediamo che ci sono delle differenze enormi. Tuttavia i numeri della demenza stanno davvero esplodendo. Si parla veramente di un’emergenza. Quindi è necessario un investimento anche sulla ricerca.

D. - Quindi la malattia è in aumento non solo perché cresce l’età media della popolazione mondiale …

R. - Ovviamente l’età media della popolazione è sicuramente un fattore di rischio.

D. - C’è un dato, che troviamo nella nota diffusa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dove si dice che nel 2018 la demenza diventerà una malattia da mille miliardi di dollari. Che cosa vuol dire?

R. - Questa stima si riferisce alla spesa pubblica e privata necessaria per affrontare questo tipo di patologia; dalla spesa che hanno le singole famiglie per la casa di riposo, a quelle per le medicine, alle spese dello Stato che si occupa di passare i medicinali, quei pochi che ci sono per la demenza. Quindi sono costi davvero insostenibili. Se non si riuscirà a trovare un farmaco o qualcosa di simile che possa rendere la demenza una malattia in qualche modo curabile, ci saranno davvero dei grandi problemi economici per tutti i sistemi sanitari nazionali.

D. - La demenza pone problemi enormi, materiali  ma anche psicologici, a tutti i familiari della persona che si ammala …

R. - Questo Piano prevede appunto che ci sia una maggiore consapevolezza nel combattere lo stigma che questa malattia comporta e soprattutto un supporto alle persone con demenza ma anche ai loro familiari. Quindi è importante davvero creare una rete di supporto a queste persone. La Federazione Alzheimer Italia si occupa proprio di creare le ‘comunità amiche’ delle persone con demenza. Queste comunità possono essere un villaggio, un paese, un quartiere; si occupano - appunto - di essere formate a supportare le persone con demenza e i loro familiari. È davvero qualcosa di importante, perché la comunità è ancora un valore presente in Italia ed è un valore che va sfruttato a sostegno di queste persone.