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Giornata di sensibilizzazione: stop agli abusi sugli anziani

Il Papa abbraccia un'anziana. - OSS_ROM

Il Papa abbraccia un'anziana. - OSS_ROM

Si celebra oggi la Giornata di sensibilizzazione sugli abusi contro gli anziani, istituita nel 2012 dalle Nazioni Unite. Obiettivo dell’iniziativa è mettere in luce una problematica molto diffusa ma, allo stesso tempo, poco conosciuta, nonostante l’aumento progressivo del numero di anziani ed il contestuale aumento delle violenze. L’edizione di quest’anno si concentra sugli abusi di carattere finanziario, invitando ad una riflessione attenta e responsabile. Giulia Bedini ne ha parlato con Enzo Costa, presidente dell’Associazione per l’invecchiamento attivo, Auser:

R. – Siamo in presenza di un cambiamento demografico importantissimo: il mondo invecchia, crescono le aspettative di vita. Per questo, l'idea di una giornata che pone al centro di una riflessione mondiale gli anziani e la loro qualità di vita è un'iniziativa meritoria e importante. In Italia le persone che hanno più di 65 anni sono il 24,7%: stiamo quindi parlando di 13 milioni di persone. Individuando poi, tra questi i soggetti, i più fragili della popolazione anziana ci accorgiamo che due milioni e mezzo non risultano autosufficienti e tre milioni hanno più di 80 anni. Si tratta di una fragilità importante perché è una fragilità che riguarda una fase in cui si è debolissimi, rispetto a tutto l’arco della propria vita, ed in cui tale fragilità anno dopo anno continua a crescere. Siamo profondamente irriverenti nelle politiche dedicate a queste persone, non riuscendo a riservare loro se non pezzi marginali di welfare. Circa il 30 per cento di questi anziani vivono da soli e per questo sono soggetti due volte più fragili. Dobbiamo ripensare davvero il nostro modo di vivere: solo così potremmo guardare in faccia i nostri anziani e guardarli con la convinzione che li stiamo rispettando.

D. – Papa Francesco ha ricordato anche recentemente che gli anziani sono la memoria di un Paese e una risorsa. Eppure con l’aumento degli anziani aumentano anche le violenze, come mai?

R. – L’anziano è un soggetto fragile, facilmente aggredibile. Questo è un mondo che diventa sempre più individuale e nell’individualismo diventa egoista. Diverso è l’approccio del volontariato: noi dell’Auser lo facciamo coniugando due cose: raggruppiamo gli anziani che vogliono fare volontariato e li indirizziamo verso altri anziani. Altro aspetto su cui dovremmo soffermarci - in una società dove l’anziano non è più una figura marginale, ma nel 2050 sarà oltre il 30 per cento dell’intera popolazione – è come mantenere queste persone attive. Inoltre, molti anziani oggetto di una violenza o di una truffa hanno difficoltà a denunciare l'abuso perché si vergognano di essere stati un soggetto debole: noi dobbiamo combattere proprio questo.

D. – L’edizione di quest’anno si concentra sugli abusi di carattere finanziario sulle persone anziane. Qual è l’entità di questo fenomeno e in cosa consiste?

R. – Gli abusi di carattere finanziario per l’anziano vanno di pari passo con il cambio delle tecnologie e delle abitudini di una società. L’anziano finisce per essere la vittima più interessante, a causa della sua capacità finanziaria in termini di risparmio, migliore di un giovane, e anche perchè è un soggetto fragilissimo.