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In Vaticano, dibattito su corruzione: serve cultura della dignità della persona

Card. Peter Turkson - RV

Card. Peter Turkson - RV

Esponenti della Chiesa, della magistratura, di associazioni e vittime di crimini sono riuniti oggi in Vaticano per un grande Dibattito internazionale sulla corruzione, organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Un evento promosso in collaborazione con la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, presso la Casina Pio IV.  Il servizio di Debora Donnini:

Una task force per una battaglia culturale contro la corruzione, una piaga che è prima di tutto un modo di essere e di pensare, linguaggio di mafie e organizzazioni criminali. Il Dibattito internazionale intende in modo interdisciplinare creare appunto sinergie per contrastare questo fenomeno al centro anche del libro-intervista “Corrosione” del cardinale Peter Turkson, prefetto dello stesso Dicastero:

“Per questo abbiamo pensato questo evento: in sostanza si tratta di far fronte ad un fenomeno che conduce a calpestare la dignità della persona per altri motivi. Noi vogliamo dire che non si può mai calpestare, negare, ostacolare la dignità delle persone. Quindi spetta a noi, con questo Dicastero, saper proteggere e promuovere il rispetto per la dignità della persona. E per questo cerchiamo di attirare l’attenzione su questo argomento”. 

Le conclusioni dell’incontro nel pomeriggio sono affidate al segretario delegato del Dicastero, mons. Silvano Maria Tomasi. Gli abbiamo chiesto quale l’obiettivo di questo grande Dibattito:

“È di sensibilizzare l’opinione pubblica, di cominciare ad indentificare passi concreti che possano aiutare ad arrivare a delle politiche e delle leggi eventualmente che prevengano la corruzione, perché la corruzione è come un tarlo che si infiltra nei processi di sviluppo per i Paesi  poveri o nei Paesi ricchi, che rovina le relazioni tra istituzioni e tra persone. Quindi lo sforzo che stiamo facendo è quello di creare una mentalità, una cultura che combatta la corruzione per provvedere al bene comune”.

Sul valore di questo Dibattito si sofferma anche Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, al microfono di Fabio Colagrande:

“Per la prima volta è un’istituzione mondiale a parlarne, istituzione che ha una grande importanza anche come magistero morale, perché noi riteniamo che il tema della corruzione debba essere affrontato anche e soprattutto sul piano della battaglia culturale e deve essere affrontato con una logica che non è solo quella nazionale. Credo che di questo si sia fatta carico la Chiesa e soprattutto il Papa. E' un messaggio fondamentale da mandare a tutto il mondo: la corruzione finisce per indebolire ancora di più i poveri e per rappresentare un furto di futuro, soprattutto a danno dei deboli”.