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Flash mob al Miur: rilanciare alleanza tra famiglia e scuole

Roma - Miur - RV

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“I genitori devono essere informati sulle attività scolastiche, serve il consenso informato preventivo”. E’ una delle urgenze chieste dalle associazioni Generazione Famiglia, Non si Tocca la Famiglia e Provita Onlus e Comitato Articolo 26, che questa mattina hanno organizzato un Flash mob” di fronte al Ministero della Pubblica Istruzione, in largo Bernardino da Feltre, a Roma. “Bisogna rilanciare l’alleanza tra famiglie italiane e scuole pubbliche - ribadisce Maria Chiara Iannarelli, insegnante, vicepresidente  di Comitato Articolo 26 - “perché sono tre anni che alle associazioni di genitori di tutta Italia giungono segnalazioni di progetti educativi critici su temi sensibili come l’educazione affettiva e sessuale o la lotta contro le discriminazioni o la cosiddetta educazione di genere. Temi che sono condivisibilissimi da tutti ma con metodi spesso controversi e soprattutto che scavalcano il primato educativo dei genitori.

Prof.ssa Iannarelli concretamente quali sono le segnalazioni, qual è il punto di criticità?

R. – Sono su vari piani. Per quanto riguarda l’educazione sessuale ci sono temi che vengono introdotti con un linguaggio, con dei contenuti così forti e crudi che non tengono conto delle sensibilità dei bambini. Abbiamo avuto a Modena un caso che sfiora la pornografia, poi una segnalazione di un questionario portato avanti a livello europeo dall’università Sapienza di Roma in collegamento con l’unità di Manchester che in un quiz di matematica prevedeva anche domande su temi come l’aborto o l’omosessualità, domande che cercavano di mettere in collegamento il grado di pensiero conservatore delle famiglie con il grado di risultati alti in matematica. A Milano, lo abbiamo segnalato da pochi giorni al Miur, una mamma ha visto rifiutato dai dirigenti di scuola la semplice richiesta di non far partecipare il figlio a un corso che era tenuto con un metodo molto di parte da un’associazione LGBT. Abbiamo decine di segnalazioni. Sono state fatte richieste, lettere, petizioni, al ministro e in mancanza di risposte chiare, i genitori con i nonni e i loro figli vanno in piazza, che è un luogo anche di democrazia, no?

D. – Cosa volete ottenere?

R. – La formalizzazione della possibilità di consenso informato preventivo su tutti questi temi, di esonero e di attività alternativa nel riconoscimento del primato educativo dei genitori e per una vera scuola che abbia una vera corresponsabilità perché è impossibile che temi come la pornografia o progetti che confondono l’identità affettiva e sessuale vadano dentro la scuola pubblica scavalcando i primi utenti che sono i bambini, i giovani e le famiglie.

D. – Denunciate delle criticità ma dall’altra parte ribadite: scendiamo in piazza perché è tempo di rilanciare un’alleanza tra famiglie italiane e scuole pubbliche. Quindi la leva è a voler costruire…

R. - Ma certo! Dato che proprio in questi giorni il ministro ha rilanciato, anche su un articolo su Avvenire, la volontà, rilanciare il patto educativo di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia. Noi domandiamo che non siano affermazioni puramente vuote ma che allora venga formalizzato nel patto di corresponsabilità che i genitori firmano in tutte le scuole, chiediamo che sia riconosciuta in tutte le scuole la possibilità di essere informati preventivamente e scegliere se partecipare o no.

D. – Ma adesso non è così? Il POF, il piano di offerta formativa, prevede quali possono essere gli insegnamenti…

R.  – Il POF è un documento molto sintetico dove spesso ci sono a malapena i titoli dei grandi contenitori vuoti e molti progetti poi vengono inseriti in deroga al POF durante l’anno ma tantissime attività vengono introdotte nelle lezioni regolari. Noi domandiamo che venga fatto un consenso informato preventivo degno di questo nome: non basta un titolo.

 

Ascolta l'intervista con Maria Chiara Iannarelli, vicepresidente  di Comitato Articolo 26:


(Massimiliano Menichetti)