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Don Nistri: la personalità di Don Milani si avvertiva

Francesco a Barbiana sulla tomba di Don Milani - RV

Francesco a Barbiana sulla tomba di Don Milani - RV

Ad ascoltare il Papa a Barbiana erano presenti ex-alunni e sacerdoti che hanno conosciuto Don Milani. Ascoltiamo al microfono del nostro inviato Luca Collodi uno di loro, don Silvano Nistri, storico della Chiesa fiorentina, che con Don Milani ha condiviso un anno di studi in teologia:

R. – Io sono stato un anno in seminario con lui, non l’ho mai perso di vista.

D. – Che cosa le raccontava quando vi sentivate?

R. – Io sapevo un po’ tutta la sua storia. Forse ci siamo nascosti anche un po’, però l’ho seguito. Avevo amici comuni: don Cesare Mazzoni, il sacerdote che gli è stato più vicino, veniva da me…Quindi un po’ le notizie le sapevo.

D. – Lei si aspettava che dopo 50 anni un Papa venisse a Barbiana?

R. – No, non l’avevo previsto, però abbiamo sentito tutti che era una personalità. Magari non è stato capito fino in fondo il messaggio, ma – insomma –  la personalità c’era e si sentiva, si avvertiva. Era un uomo scomodo. Il confronto era scomodo.

D. – Don Nistri, lei cosa ricorda di don Milani? Qual è una cosa che ancora oggi la colpisce a distanza di tanti anni?

R. – Lui era un uomo che si metteva a disposizione. Io avevo soltanto una lettera di Don Milani che ho perso. Gli avevo detto che avevo visto “Ladri di biciclette” di De Sica, e allora mi ricordo che mi scrisse una lettera in cui era tutto entusiasta di questo film! Era un uomo che su tutte le cose aveva una sua lettura. Questa cultura – questo “logos” – questa parola, è veramente il messaggio più grande: tirare fuori da ogni uomo il “logos”, la parola che lui ha dentro, dargli i mezzi per poterla esprimere: questo è un po’ il suo apostolato e il suo messaggio.