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Papa: bene campagna legge migranti. Rapporto Caritas-Migrantes

L'incontro tra il Papa e i rifugiati lo scorso 19 giugno - ANSA

L'incontro tra il Papa e i rifugiati lo scorso 19 giugno - ANSA

Dal Papa oggi un nuovo appello per i migranti, lo ha fatto durante l’udienza generale quando ha manifestato il suo plauso alla campagna per la nuova legge migratoria “Ero Straniero – l’umanità che fa bene”. Di oggi anche la presentazione, a Roma, del 26mo rapporto immigrazione curato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Servizio di Francesca Sabatinelli :

"In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che la comunità internazionale ha celebrato ieri, lunedì scorso ho voluto incontrare una rappresentanza di rifugiati che sono ospitati dalle parrocchie e dagli istituti religiosi romani. Vorrei cogliere questa occasione della Giornata di ieri per esprimere il mio sincero apprezzamento per la campagna per la nuova legge migratoria: 'Ero straniero - L’umanità che fa bene', la quale gode del sostegno ufficiale di Caritas italiana, Fondazione Migrantes ed altre organizzazioni cattoliche".

Il Papa si schiera dalla parte dei migranti, perché  è il Vangelo che lo fa, e ci ricorda che proteggere questi fratelli e sorelle è un imperativo morale con scelte politiche giuste e lungimiranti. Il cardinale arcivescovo di Agrigento, e presidente di Caritas Italiana, Francesco Montenegro fa suoi i richiami di Francesco a difesa e sostegno dell’umanità in fuga da fame, miserie, guerre:

“Credo che nessuno, anche se chiude le imposte, fermerà il vento. La storia di quelle terre è tale che questa gente è obbligata a partire. Ma poi gli immigrati non sono solo quelli che arrivano con i barconi, noi stiamo puntando lo sguardo solo su quelli, ma questa è soltanto una parte. Il fatto che tanti di questi giovani che stanno impoverendo i loro Paesi partendo, stanno arrivando da noi e noi poi li parcheggiamo per mesi e mesi, ad attendere solo l’ora del pasto e della cena, ci rende responsabili di non caricare i giovani di responsabilità”.

Dei milioni di migranti in tutto il mondo, una parte importante è costituita dai giovani, ed è a loro, a queste nuove generazioni, che è dedicato il rapporto immigrazione 2016 di Caritas Italiana e Fondazione  Migrantes. Ancora il cardinale Montenegro:

"Stanno crescendo con i nostri ragazzi, stanno vivendo la loro adolescenza, la loro gioventù, assieme ai nostri. Vivono tutto quello che noi passiamo loro, però devono essere scartati, non sono dei nostri, ma perché? Perché hanno il colore della pelle diverso? Ma il colore del cuore non è uguale per tutti? Probabilmente dobbiamo studiare che tipo di accoglienza dobbiamo dare, perché se io li accolgo, li istruisco e poi faccio i ghetti, la rabbia viene. Il vedere che tu non conti in uno Stato dove sei nato e cresciuto, certo che anche quello fa arrabbiare".

I numeri del rapporto indicano che in Italia i cittadini stranieri residenti ammontano a poco più di cinque milioni, che appartengono a 198 nazionalità e  che quelle più consistenti sono quella romena, seguita dall’albanese e dalla marocchina. Scendono i matrimoni tra gli stranieri, ma aumentano quelli di uno sposo straniero con una italiana. Aumentano le acquisizioni di cittadinanza, l’incremento maggiore è soprattutto tra i diciottenni, che sono il 10% dei residenti della stessa età, mentre per quanto riguarda le classi di età centrali, mature ed anziane, si attestano su valori compresi tra il 3% e l’1% circa. Delfina Licata, ricercatrice della Fondazione Migrantes:

"Il volume di quest’anno deriva un po’, a livello di storia, da quello dello scorso anno, dove lo slogan era “La cultura dell’incontro”. Quando siamo andati a vedere chi incontravamo ci siamo resi conto che l’incontro avveniva sempre con un giovane: un giovane nato in Italia, un giovane studente, un giovane lavoratore. Quindi giovani e giovani adulti e giovani famiglie. Ed ecco che quest’anno il tema è quello delle nuove generazioni, nate in Italia il più delle volte ma non italiane, quindi cittadini ma senza cittadinanza. Quindi, anche la Chiesa sente la necessità di un maggiore coinvolgimento di queste generazioni che stanno spingendo molto sul dibattito della legge sulla cittadinanza e una serie di dati ci dicono che è giusto muoverci all’interno di questo discorso di civiltà proprio perché è effettivamente una presenza ormai strutturale della quale non si può fare a meno. Un dato tra tutti: negli ultimi tre anni la domanda di partecipazione al servizio civile dei giovani è aumentata di oltre il 530 per cento, giovani di origine non italiana, straniera, ed aumenta la loro richiesta di partecipare a quei progetti che hanno a che fare con l’ambiente e il territorio e il servizio civile inteso nella società. Sono giovani che effettivamente nati in Italia, anche di origine non italiana, essendosi formati in Italia si rendono conto di quelle che sono le fragilità del Paese e si rendono ancora più attivi e partecipativi e richiedono di essere protagonisti per finalmente cambiare il futuro del Paese del quale loro si sentono parte.