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Venezuela, nunzio dal Papa: il bene del popolo sia una priorità

Manifestazioni antigovernative a Caracas - REUTERS

Manifestazioni antigovernative a Caracas - REUTERS

“Il bene del popolo deve diventare una priorità: solo così si può raggiungere la pace”. Queste le parole di mons. Aldo Giordano, nunzio apostolico in Venezuela, ricevuto oggi in udienza dal Papa. La visita segue quella di inizio mese da parte della Conferenza episcopale del Paese sudamericano,  messo a dura prova da una crisi economica e politica che ha generato proteste contro il presidente Nicolas Maduro e oltre settanta vittime. Gabriella Ceraso ha intervistato mons. Aldo Giordano dopo il colloquio con il Pontefice:

R.  – Sono molto riconoscente al Santo Padre per questo incontro. Il Papa ha espresso la sua vicinanza, il suo affetto al Paese Venezuela, in particolare ha espresso la sua sofferenza e la sua comunione con le vittime delle violenze che ci sono, soprattutto le giovani vittime e le loro famiglie. Conosce molto bene la situazione politica e sociale ed è preoccupato.Ho potuto raccontare cosa sta succedendo, cosa accade a livello di manifestazioni popolari, di problemi del popolo del Venezuela, del problema del cibo, dei medicamenti e anche delle difficoltà di andare verso una soluzione . Purtroppo non si vede molta luce in questo momento, però il Papa ha incoraggiato molto a trovare cammini di solidarietà, il cammino di donare speranza alle persone, mantenere una fede e anche ha ribadito che la Santa Sede è disponibile per ogni aiuto se si aprono possibilità di qualche tipo di trattativa, o quando vedrà che c’è una volontà reale di affrontare i problemi.Il Papa dice sempre che dobbiamo aiutare il Venezuela. Quindi, c’è un misto di sofferenza e anche una rinnovata fiducia. Il Papa è preoccupato soprattutto che non ci sia violenza, dice: "con la violenza non si risolvono i problemi". Quindi dobbiamo avere il coraggio di intraprendere altri sentieri.

D. - Lei è il suo rappresentante in quella terra così martoriata, in cui sembra che dal basso all’alto, tra i vertici e la popolazione, non ci sia più dialogo, forse questa è la cosa che fa più male, che non ci sia più ascolto?

R. – Io ho espresso al Papa il grande affetto del popolo venezuelano. Soprattutto i giovani mi dicono: “Nunzio, per favore porti il nostro abbraccio al Papa”. C’è molta fiducia, quindi c’è un popolo del Venezuela che desidera la pace. E purtroppo - lei ha ragione - in questo momento la voce di questo popolo non trova molta espressione. Quindi la speranza è che questo popolo buono del Venezuela possa in qualche modo imporre la sua agenda, che è un’agenda di riconciliazione, di affrontare i veri problemi, perché la famiglia ha problemi concreti.

D. - Le medicine, le cure, il cibo… Le notizie che ci arrivano sono drammatiche…

R. – Il popolo sta soffrendo. Auspichiamo che il bene del popolo diventi una priorità per tutte le forze politiche. Credo che allora si potrebbero anche trovare soluzioni o iniziare dei processi anche per trattare soluzioni politiche.