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Emergenza caldo: Sant'Egidio a fianco degli anziani

Foto di anziani assetati per il grande caldo - ANSA. - ANSA

Foto di anziani assetati per il grande caldo - ANSA. - ANSA

Si è tenuta oggi a Roma la conferenza stampa, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, per presentare le iniziative in programma per proteggere la popolazione anziana dall’emergenza caldo e dall’isolamento sociale, una delle prime cause di mortalità. “Viva gli anziani”: è questo il nome del programma di monitoraggio attivo nato nel 2004, in collaborazione con il Ministero della Salute ed Enel Cuore. Il progetto è cresciuto negli anni, registrando ottimi risultati, e ad oggi sono circa 45.000 gli anziani monitorati in 7 città d’Italia. Giulia Bedini ha intervistato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio:

R. – La Comunità di Sant’Egidio è preoccupata per la vita di tanti anziani soli, perché l’isolamento è la loro principale causa di morte, in Italia, soprattutto nel periodo delle ondate di calore, quando la vita si fa più fragile e quando situazioni climatiche possono provocare maggiori rischi. E quindi noi siamo qui per rivolgere un appello a tutti i cittadini italiani perché si guardino gli anziani che ci sono vicini, che sono nel nostro palazzo, nel nostro condominio, nel nostro quartiere; perché li si visiti, si suoni al campanello, si citofoni, si chieda se tutto va bene. Perché la vicinanza in questi casi può salvare una vita. La vera soluzione è quella di mettere in campo piani che durino per tutto l’anno, perché non è soltanto nel tempo dell’emergenza che bisogna intervenire per salvare la vita degli anziani e per aiutarli a vivere meglio.

D. – Si è parlato, appunto, di emergenza prevedibile: perché? E soprattutto, cosa si può fare di più? Quali consigli vogliamo dare agli anziani?

R. – Certamente, quelli che dà il nostro Ministero della salute: di non uscire nelle ore più calde, di bere molto e, soprattutto, io vorrei dire agli anziani di contattare i loro parenti, i loro amici e vicini di casa, di non rimanere mai da soli, soprattutto quando non ci si sente tanto bene. Perché rimanere soli, in certe situazioni, veramente può renderci tutti più fragili.

Sulla nascita del progetto abbiamo ascoltato Giancarlo Penza, responsabile dell’impegno di Sant’Egidio per gli anziani:

R. – Il progetto nasce nel 2004, immediatamente dopo quel 2003 che fu particolarmente critico per le ondate di calore che si manifestarono in tutta Europa e che provocarono in Italia oltre 10 mila morti, in particolare tra la popolazione fragile: anziani che vivono da soli, anziani in istituto; anche in Francia ci furono almeno 15 mila morti in più. Partì allora una riflessione sul fatto che gli effetti delle ondate di calore potevano essere attenuati nella misura in cui si costruiva una rete protettiva attorno alla fragilità degli anziani soli nelle grandi città, pensando all’isolamento sociale come vero killer, non tanto il calore!

Il progetto è realizzato inoltre in collaborazione con Enel-Cuore. Sentiamo le parole del consigliere delegato, Andrea Valcalda, ai nostri microfoni:

R. – E' una collaborazione che nasce da lontano, tra Enel-Cuore e Sant’Egidio: nel 2004 è partito un programma di assistenza agli anziani che si chiamava “A casa è meglio”. Era la prima parte del programma e serviva appunto a far sì che gli anziani potessero vivere nelle proprie case ed evitare l’ospedalizzazione, che vuol dire spesso grande disagio, grande dolore ed alti costi per il sistema complessivo! Oggi parliamo di questo programma “Viva gli anziani” che è fondato sui concetti di condivisione: si cerca di ricreare quelle reti di assistenza, di ascolto, di monitoraggio che la società di una volta garantiva naturalmente. Le persone anziane non sono un problema, sono una risorsa, da mettere in qualche modo in comune: il fatto, per esempio, che tanti dei volontari che lavorano a questo progetto siano a loro volta anziani, vuol dire che gli anziani sono una risorsa.