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Card. Bo: grave preoccupazione per la tragedia dei Rohingya

Migranti Rohingya in fuga dalle persecuzioni - AFP

Migranti Rohingya in fuga dalle persecuzioni - AFP

“Sono un Pastore. Non sono un professionista della politica o del diritto internazionale. Sono commosso dalla sofferenza umana. Grazie a uno sguardo di fede, di giustizia con compassione, parlo contro ogni tipo di oppressione in questo Paese. L' immane sofferenza della popolazione Rohingya nello Stato Rakhine è una delle mie grandi preoccupazioni. Questa preoccupazione è condivisa da Papa Francesco che ha sollevato la sua voce per i musulmani Rohingya”: lo afferma il card. Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon, in un messaggio diffuso a conclusione del mese del Ramadan e ripreso dall’Agenzia Fides.

Questione dei Rohingya, cicatrice sulla coscienza del Myanmar
Il cardinale ricorda “il grande potenziale” e il “grande futuro” del Myanmar, che deve affrontare questioni cruciali come povertà, migrazioni forzate, forme moderne di schiavitù, conflitti e spostamenti di popolazione, ma anche estremismo religioso e condizione delle minoranze. “Continuiamo ad alzare la nostra voce per la minoranza dei Rohingya – sottolinea il porporato - Già anni fa abbiamo indicato le cause di questa tragedia, abbiamo sollevato la questione all'Onu raccontando la terribile persecuzione da loro subita, come una cicatrice terribile sulla coscienza del nostro Paese”.

Puntare alla giustizia e all’accertamento delle responsabilità
E mente gli esperti in materia di diritti umani determineranno gli abusi e le violazioni dei diritti umani nello stato Rakhine, in quello di Kachin, nello Shan, e in tutto il Myanmar – e decideranno se si può parlare di "pulizia etnica", “crimini di guerra”, “crimini contro l'umanità”, “genocidio” – il Card. Bo invita il governo del Myanmar a “lavorare con la comunità internazionale per indagare sui crimini segnalati dall’Onu in modo veramente indipendente, che porti alla giustizia e ad accertare le responsabilità”.

La pace è possibile
“Il Myanmar come nazione affronta molte sfide. Desideriamo che tutti i partiti perseguano il cammino della pace – spiega ancora l’arcivescovo - Il mondo intero giudica il governo su come sono trattate le minoranze nello stato di Rakhine. Il governo del Myanmar deve allontanarsi da posizioni che non favoriscono la pace e offuscano la sua immagine nella comunità internazionale”. Infine, il porporato richiama al “bisogno di andare avanti per costruire una pace basata sulla giustizia”, perché “la pace è possibile. La pace è l'unica via”.