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S. Sede: scuola promuova dialogo, tutelare diritto famiglie a educare

Un'aula di una scuola - ANSA

Un'aula di una scuola - ANSA

Le istituzioni educative promuovano la "grammatica del dialogo" base dell'incontro e strumento per armonizzare la diversità culturale nella ricerca della verità e trovare nuove risposte alle sfide del nostro tempo. E’ il cuore dell’intervento, pronunciato ieri all’Onu di New York, dall’Osservatore permanente della Santa Sede, mons. Bernardito Auza. Ribadita la necessità, più volte evidenziata dal Papa, di rafforzare il diritto primario delle famiglie ad educare i propri figli. Il servizio di Paolo Ondarza:

Rispettare diritto famiglia a educare figli per rafforzare diritto a istruzione
“Il diritto all’istruzione è assicurato innanzitutto rispettando e rafforzando il diritto primario della famiglia a educare i propri figli”. L’arcivescovo Auza cita le parole di Francesco all’Onu nel 2015 spiegando che la tutela e l’assistenza delle famiglie nell’educazione dei figli è alla base dell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Il secolare impegno della Chiesa per un’istruzione aperta a tutti
L’arcivescovo ricorda l’esperienza secolare della Chiesa Cattolica nel campo dell’istruzione: tante le scuole fondate in tutto il mondo “aperte a tutti, ragazze e ragazzi” e “ai poveri che altrimenti non avrebbero ricevuto istruzione”. In questo modo – spiega mons. Auza – la Chiesa si sforza di contribuire ad un mondo più unito e pacifico attraverso la formazione integrale delle generazioni future”.

Grammatica del dialogo educa giovani a costruire ponti
Il presule definisce quindi necessaria la promozione di una cultura dell’incontro, in un clima di rispetto, stima, ascolto, solidarietà che non annebbi o riduchi l’identità, al fine di rispondere alle tante forme di violenza, povertà, sfruttamento, emarginazione, spreco, restrizione della libertà. Educati alla “grammatica del dialogo” – è la convinzione espressa dall’Osservatore Permanente della Santa Sede  - le nuove generazioni troveranno motivazione per “costruire ponti e individuare nuove risposte alle molte sfide del nostro tempo”.

No ad elitismo nell’istruzione, causa di disuguaglianze sociali
Con il pensiero alla recente inaugurazione da parte del Papa della sede in Vaticano della Fondazione Scholas Occurrentes, mons. Auza mette in guardia dal pericolo dell’elitismo nell’istruzione che, avvantaggiando chi è in condizioni economiche favorevoli, aggrava le disuguaglianze accrescendo divario ed emarginazione nella società. “L’istruzione è veicolo di speranza e la persona umana non può far a meno della speranza”: educatori e studenti in comunione nella ricerca del bene comune, della bellezza, della bontà e della verità – è la conclusione di mons. Auza – sono premessa di un mondo più unito e pacifico”.