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Giornata delle Cooperative: "Nessuno resti indietro"

Logo della Giornata Internazionale delle Cooperative 2017 - RV

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Si celebra oggi la Giornata Internazionale delle Cooperative, una ricorrenza che risale al 1923, per iniziativa dell’Alleanza internazionale delle cooperative, ma che è stata proclamata ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 1995. “Le cooperative assicurano che nessuno resti indietro”: è questo lo slogan scelto per l’edizione 2017, che si concentra sul tema dell’inclusione, in riferimento ai caratteri di democraticità, partecipazione economica e mutualità propri della struttura cooperativa. Giulia Bedini ha intervistato Marco Venturelli, segretario generale di Confcooperative:

R. – La cooperazione celebra, in tutto il mondo, la Giornata internazionale della cooperazione per promuovere il significato dell’impresa cooperativa come impresa distintiva che sostiene lo sviluppo sociale e lo sviluppo economico, coniugando, quindi, lo sviluppo imprenditoriale in risposta a bisogni delle comunità dei territori. La cooperazione parte dal bisogno e, con quest’anima di risposta alle esigenze e quindi di aiuto e sviluppo sociale, ne promuove uno sviluppo imprenditoriale. Lo slogan di quest’anno, strettamente legato all’inclusione, è “Le cooperative non lasciano indietro nessuno”, proprio perché la cooperazione deve partire dal bisogno e non vuole lasciare fasce di bisogno emarginato. Per questo, noi diciamo che promuoviamo non un’economia circolare, come oggi viene spesso promossa guardando solo al processo produttivo, ma lavoriamo per una società sostenibile e circolare, ovvero che mira a non lasciare indietro nessuno e a non fare scarti, cominciando dalle persone.

D. - Quindi, si può dire che le cooperative combattano la disuguaglianza sociale ed economica...

R. - Siamo impegnati, sosteniamo e promuoviamo l'inclusione sociale, la riduzione delle disuguaglianze e la sostenibilità: senza questi  tre elementi non ci può essere sviluppo di una comunità, di un territorio e di un Paese. Per questo, il nostro impegno non è solo a favore, strettamente, delle imprese e delle cooperative per accompagnare lo sviluppo, ma promuoviamo progetti per lo sviluppo dei territori, delle comunità e per la soluzione dei loro bisogni. Questa è cooperazione: una cooperativa efficiente che faccia solo business per noi non è una cooperativa genuina, non è una cooperativa mutualistica.

D. – Come si può inserire una realtà territoriale, come quella della cooperazione, in un sistema sempre più globalizzato?

R. – Le sfide sono tante, tantissime, e direi che per la cooperazione sono ancora di più di un’impresa che pensi solo allo sviluppo economico e al profitto. La cooperazione non è solo sviluppo economico, anzi è innanzitutto sviluppo sociale, sostenibile e inclusivo. Per questo promuoviamo progetti rivolti alla conciliazione e all’inclusione delle donne nel lavoro: pensiamo che il 58%  degli occupati, di buona occupazione nelle cooperative, è donna; il 15% sono persone straniere; almeno in una cooperativa su tre c’è un giovane dirigente nei consigli di amministrazione delle cooperative. Abbiamo questi e tanti altri progetti che partono dal bisogno e, sulla costruzione di una risposta al bisogno delle comunità, dei territori, dei giovani e delle donne, costruiscono l’iniziativa imprenditoriale cooperativa. Noi lavoriamo anche per questo.