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Santa Sede: anziani sempre più vulnerabili nella società

Intervento di mons. Auza sugli anziani - ANSA

Intervento di mons. Auza sugli anziani - ANSA

Si deve promuovere il rispetto per la dignità degli anziani, che sono una fonte di ricchezza per la società. E’ questa una delle priorità indicate dall’arcivescovo mons. Bernardito Auza, nunzio apostolico e osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, intervenendo a New York al gruppo di lavoro, in programma fino a domani e incentrato sulla questione dell’invecchiamento della popolazione mondiale. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Soffermandosi sul tema del contributo delle persone anziane allo sviluppo sociale, il presule ha sottolineato che l’attenzione verso queste persone è sempre più critica poiché il numero di anziani cresce rapidamente. Sono priorità urgenti - ha aggiunto mons. Auza - rispondere alle esigenze degli anziani e sviluppare misure concrete per assicurare che i loro diritti siano tutelati e protetti.

Il nunzio apostolico ha quindi ricordato quanto affermato, il 4 marzo del 2015, da Papa Francesco all’udienza generale: “Grazie ai progressi della medicina – ha detto in quell’occasione il Pontefice - la vita si è allungata: ma la società non si è ‘allargata’ alla vita! Il numero degli anziani si è moltiplicato, ma le nostre società non si sono organizzate abbastanza per fare posto a loro, con giusto rispetto e concreta considerazione per la loro fragilità e la loro dignità”. Gli anziani – ha detto mons. Auza – sono più vulnerabili sotto vari aspetti, tra cui quelli legati alla povertà, all’isolamento e alla salute. Anche catastrofi naturali, conflitti armati e crisi finanziarie comportano effetti ancora più critici perché l’accesso ai servizi di emergenza, per le persone anziane, fa riscontrare maggiori limiti dovuti ad esempio ad una ridotta mobilità e all’età.

Gli anziani – ha osservato il presule – troppo spesso sono esclusi dalla partecipazione attiva alla società. Politiche e comportamenti – ha spiegato mons. Auza - possono mettere ai margini persone che una volta erano al centro delle nostre comunità. In realtà – come ha detto il Santo Padre – sono “la riserva sapienziale del nostro popolo”.  “Finché siamo giovani, siamo indotti a ignorare la vecchiaia, come se fosse una malattia da tenere lontana; quando poi diventiamo anziani, specialmente se siamo poveri, se siamo malati soli -  ha inoltre affermato Papa Francesco all’udienza generale del 4 marzo del 2015 - sperimentiamo le lacune di una società programmata sull’efficienza, che conseguentemente ignora gli anziani”.’
 
Quindi è un imperativo - ha affermato il presule - lavorare per promuovere politiche e pratiche che rafforzino il coinvolgimento delle persone anziane nella politica e nei processi decisionali. E’ anche necessario assicurare un pensionamento adeguato e l’accesso ad una formazione permanente. Gli anziani colpiti da malattie, da disabilità e da deficit cognitivi e quelli che vivono in una situazione di isolamento, non possono contribuire allo sviluppo della società. Si trovano in una fase di grande bisogno. E’ in queste circostanze che dobbiamo dimostrare loro – ha sottolineato infine mons. Auza – il nostro amore e rispetto.