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Santuario di San Gabriele: al via la Festa del Pellegrino

Foto del nuovo Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, a Isola del Gran Sasso, Teramo.

Foto del nuovo Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, a Isola del Gran Sasso, Teramo.

È tutto pronto, a Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo, per la 24.ma edizione della Festa del Pellegrino, che si terrà domani (8 Luglio) presso il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata. L’evento vuole rievocare l’arrivo del Santo nella città e gli antichi pellegrinaggi a piedi al santuario, accogliendo fedeli provenienti prevalentemente da Abruzzo, Molise, Lazio, Marche, Emilia Romagna e Calabria. I momenti centrali della giornata saranno la Messa solenne e la condivisione di doni folcloristici e preghiere da parte dei numerosi devoti. Giulia Bedini ne ha parlato con padre Domenico Lanci, ideatore ed organizzatore della festa:

R. – Questa festa del pellegrino ha lo scopo di ricordare la venuta di San Gabriele in Abruzzo – lui stava a Pieve Torina nelle Marche, in provincia di Macerata, ed è arrivato qui il 10 luglio del 1859 - e per far rivivere questo evento e, anche, per recuperare i valori classici del pellegrinaggio, ho pensato di istituire la festa del pellegrino. Dalle 7 del mattino, viene celebrato il cosiddetto “rito di partenza”, che si faceva nelle parrocchie quando partivano i drappelli di pellegrini e andavano ai santuari. Poi si parte, in pellegrinaggio a piedi, coprendo circa 4 chilometri, da Isola del Gran Sasso al Santuario di San Gabriele. Io sono partito 24 anni fa, per fare questa festa: eravamo circa 400 persone; adesso siamo arrivati a 7/8 mila persone, quindi c’è stato un crescendo continuo, e vedere tutte queste persone camminare cantando, pregando, riflettendo e, poi, arrivare accolti dal suono delle campane, con il canto dei pellegrini, è una cosa suggestiva, bella e che fa commuovere. E’ una festa del popolo e un'iniziativa molto bella.

D. – Il Santuario richiama ogni anno tantissimi fedeli e molti di questi sono giovani, anche ragazzi …

R. – La maggior parte dei miracoli lui la fa ai bambini e ai giovani. Però qui vengono tutti: giovani, anziani, papà, mamme … Questa gioia interna, questa voglia di stare con San Gabriele, è quasi inspiegabile: è un ritorno a Dio, un pellegrinaggio che riporta a Dio.

D. – In questi 24 anni ci sono stati tantissimi frutti: quali sono stati e quali sono quelli che invece ci si aspetta di far nascere, di far crescere quest’anno?

R. - Quelli che tornano qui, certamente, hanno sperimentato un momento di spiritualità, che altrimenti non avrebbero avuto. Però, qui si cerca di far capire loro che il loro posto è anche in parrocchia; inoltre, quando sentono le testimonianze di persone che hanno ricevuto vere grazie, veri miracoli, c’è questa specie di "contagio", per cui molti ritornano perché vogliono sentire, vogliono vedere, vogliono sperimentare questa vicinanza al santo. San Gabriele è entrato nel cuore di questa gente: molti non sapevano cosa fosse questa festa, ma dopo averla sperimentata una volta, sono tornati molto volentieri e i numeri ce lo dimostrano.