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Venezuela: leader opposizione Leopoldo López agli arresti domiciliari

Leopoldo López - EPA

Leopoldo López - EPA

Uno dei maggiori esponenti dell’opposizione, Leopoldo López, è stato liberato questa notte dal carcere militare di “Ramo Verde” a Caracas. L’avvocato Javier Cremades ha confermato che al leader politico sono stati concessi gli arresti domiciliari. López, di 46 anni, fondatore del partito “Voluntad Popular” ed ex-sindaco del municipio Chacao, un distretto di Caracas, è stato detenuto nel 2014 e condannato l’anno seguente a 14 anni di prigione. E’ stato accusato “di istigare e di partecipare” alle manifestazioni che, nel 2014, hanno provocato la morte di 43 persone.

Il Tribunale supremo di giustizia ha reso noto di aver deciso di concedere gli arresti domiciliari per “motivi umanitari” dopo aver ricevuto informazioni sullo “stato di salute” di López. L’avvocato Cremades ha chiarito che il politico è ritornato a casa “senza accettare nessun tipo di condizione”. Infatti, negli ultimi due mesi, gli era stata proposta la liberazione a condizione che lasciasse il Paese. Al rifiuto di López hanno fatto seguito l’isolamento nel carcere e il divieto di ricevere visite. Alla fine del mese di giugno, l’esponente dell’opposizione ha denunciato, urlando dalla sua cella, che era vittima di torture.

Appresa la notizia, diversi dirigenti politici hanno chiesto “libertà piena” per Leopoldo López e anche per tutti gli altri prigionieri politici. Il padre del politico, López Gil, dalla Spagna, ha dichiarato alla stampa venezuelana che probabilmente la pressione internazionale ha favorito questa misura, insieme alle proteste iniziate ormai da 100 giorni. “Forse il governo - ha detto - inizia a pensare ad una strategia per intraprendere una nuova strada per l’intesa”. (AT)