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Nuovo rapporto Unctad: il turismo africano in forte crescita

Un gruppo di donne africane

Un gruppo di donne africane

Segnali di speranza dall’ultimo rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo – Unctad – che analizza la sorprendente crescita del turismo nel continente africano, dal 1995 ad oggi. Si è passati da 24 milioni di turisti agli attuali 58 milioni, contribuendo a circa l’8,5% del Pil africano. Sono proprio i turisti africani ad alimentare questo settore in ascesa, ma il rapporto conferma che i visitatori internazionali sono in costante aumento, auspicando un forte contributo alla crescita e allo sviluppo del continente. Giulia Bedini ne ha parlato con Enrico Casale, della rivista “Africa” dei Padri Bianchi:

R. - Questo rapporto è particolarmente interessante per tre dati: il primo dato mette in evidenza come il turismo sia un elemento di crescita e di ricchezza per il continente, le cui potenzialità non sono ancora sfruttate completamente e ci sono altre opportunità per svilupparle. Il secondo dato è che questo turismo crea occupazione innanzitutto giovanile e, infatti, il 50% degli addetti al turismo ha meno di 25 anni; e poi, l’ultimo dato interessante ci dice che il 47% degli addetti al settore turistico è composto da donne. Il turismo non è soltanto, quindi, un elemento che può produrre ricchezza, ma anche emancipazione femminile.

D. - Il rapporto parla anche di uno sviluppo e di una crescita inclusiva…

R. - Credo che qui si parli di un fenomeno – l’industria turistica – che crea coesione, nel senso che il turismo è un elemento che per svilupparsi ha bisogno di pace, ma allo stesso tempo crea pace. I turisti, soprattutto quelli che vengono dall’estero, arrivano in Paesi stabili, pacifici; allo stesso tempo, creando sviluppo, il turismo crea automaticamente coesione tra le popolazioni all’interno degli Stati e tra Stati diversi.

D. - Quindi questa crescita può favorire e, anche, proteggere le peculiarità culturali e le tradizioni della società africana?

R. - Non solo può essere un’industria che aiuta lo sviluppo, ma anche un'industria che preserva le ricchezze, con un fattore di crescita culturale per la popolazione. Una parte importante di questi turisti sono africani: quindi c’è un turismo africano, non solo un turismo che viene dall’estero, da fuori il continente. Per questi turisti africani è anche un modo per entrare in contatto con la propria cultura e coltivarla. Di conseguenza, il turismo è certamente un fattore di crescita.

D. - Come si può promuovere questo turismo africano e cosa si può fare di più?

R. - Certamente, è importante la stabilità dei Paesi: più un Paese è stabile, più attrae turismo. Lo abbiamo visto con l’esempio dell’Egitto: ultimamente, con i problemi innescati dalle primavere arabe e una minore stabilità, ha perso una parte del suo turismo. Quindi, direi che prima di tutto è necessaria la stabilità. Poi, è fondamentale la diversificazione: il turismo non è solo turismo culturale e turismo legato alle vacanze, ma è anche turismo commerciale, perché sviluppando l’economia, si sviluppa anche il turismo degli operatori economici. Poi ci sono pure altre forme: penso, per esempio, al turismo medico, di chi va a curarsi all’estero. Quindi una pluralità di turismi che vanno raccolti ed intercettati, per favorire la crescita di questo comparto.