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Il card. Sandri in Ucraina con il messaggio di pace di Papa Francesco

Sfollati ucraini - AP

Sfollati ucraini - AP

Il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, dall’11 al 17 luglio compie un importante viaggio in Ucraina su invito dell’arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, Sviatoslav Shevchuk, e in occasione del pellegrinaggio nazionale al Santuario mariano di Zarvanytsia. Il porporato porterà il saluto, la benedizione e la solidarietà del Papa alla comunità greco-cattolica, ai cattolici di rito latino, agli ortodossi e a quanti stanno soffrendo le conseguenze di un conflitto che dura da tre anni. Tra le tappe principali del viaggio, Kiev, Leopoli, Kharkiv, Sloviansk, dove si svolgerà un incontro con gli sfollati, oltre al Santuario mariano che sorge nella metropolia di Ternopil. Ascoltiamo il cardinale Sandri al microfono di Sergio Centofanti:

R. – Vuole essere un viaggio di consolazione da fratello a fratello, portando la parola di gioia di speranza da parte di Papa Francesco ad un Paese che soffre tantissimo le conseguenze dei recenti conflitti. La mia visita in particolare si estenderà alla parte orientale dove ci sono i greco-cattolici e dove ci sono anche i cattolici latini e gli ortodossi. Tutte queste componenti formano un Paese cristiano, un Paese in cui si crede in Dio, in Gesù Cristo, e si associa questa fede alla sofferenza della Croce, la sofferenza delle divisioni, delle guerre e di quelli che sono vittime di questa situazione specialmente i più innocenti. Quindi voglio portare – e questo è l’incarico che mi ha dato il Santo Padre – l’olio della serenità e della pace e anche - come dice Papa Francesco inspirandosi alla spiritualità di Sant’Ignazio id Loyola - “il discernimento”, per pensare ad un futuro di speranza, di soluzione di tutti i conflitti, un futuro di ragionevolezza e di umanità.

D. - Papa Francesco ha lanciato vari appelli di pace per l’Ucraina. Cosa si può fare per la pace?

R. - Il Papa nel messaggio di quest’anno per la Giornata Mondiale della Pace ha messo in luce “quelli che fanno la pace”. La pace non cade dal cielo come un paracadute; ci devono essere in terra le persone che la costruiscono che trovano le difficoltà e che raggiungono delle forme di intesa, di dialogo, di accordo, per poter superare i motivi che possono creare guerre o conflitti, sempre, ovviamente, nel rispetto del diritto, del diritto internazionale, nel rispetto dell’integrità territoriale di tutti i Paesi, però con un surplus di umanità e di amore.

D. - Lei incontrerà anche le popolazioni sofferenti delle regioni orientali. Qual è l’attesa di questo incontro?

R. - Come lei sa, il cuore grande di Papa Francesco ha tirato fuori, come una grande sorpresa, questa colletta dell’Europa per l’Ucraina. Quindi sono stati raccolti dei fondi che sono il segno della solidarietà da parte di tutti i cattolici dell’Europa. Sono donazioni che il Papa ha ricevuto per tutti gli ucraini. Quindi il messaggio è universale: amore e solidarietà per tutti quelli che sono vittime di questa crisi umanitaria; c'è la fame, la mancanza di medicinali, la mancanza di case e scuole per le distruzioni derivanti dai conflitti. Attraverso le diverse Caritas della Chiesa greco-cattolica, della Chiesa latina, delle Chiese ortodosse, perché il Papa vuole che questo aiuto arrivi a tutti, si vuole dare sollievo, una speranza per il futuro a questo Paese che noi vogliamo vedere libero; è un Paese pieno di gente che ha tante qualità umane e spirituali e che ha la nostra fede cristiana. Quindi io spero che questo messaggio del Papa di fratellanza, di aiuto, di solidarietà, porti a tutti la gioia del Vangelo.