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Eucaristia, vero pane e vero vino volontà di Gesù

Ostie in Piazza San Pietro - ANSA

Ostie in Piazza San Pietro - ANSA

“Vigilare sulla qualità del pane e del vino destinati all'Eucaristia è fondamentale perché questa materia del sacrificio eucaristico va a determinare ciò che noi sostanzialmente crediamo del Mistero dell’Eucaristia. C’è un  rapporto molto stretto tra ciò che crediamo della profondità del Mistero e ciò che si manifesta attraverso il segno sacramentale del pane e del vino”. 

Mons. Claudio Magnoli è un esperto liturgista e membro della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e commenta la lettera circolare ‘sul pane e sul vino per l’Eucaristia’ inviata ai vescovi del mondo proprio dall'organismo di cui fa parte.  La scelta del pane dal frumento e del vino dalla vite rispecchia la volontà di Gesù nell'istituire l’Eucaristia “ed è la scelta della Chiesa confermata da tanti concili nell'antichità fino ad arrivare al Concilio Vaticano II”  spiega mons. Magnoli. Il quale ricorda come “mancando uno di questi elementi l’Eucaristia che si celebra è invalida, non è Eucaristia: non rispetta quanto istituito da nostro Signore”.

Come spiegare gli abusi di chi ha celebrato con ostie spolverate di zucchero e miele e con birra al posto del vino? Mons. Magnoli è chiaro: “Sono abusi che derivano dalla  cosiddetta teologia dell’inculturazione. Quell'idea per cui Gesù avrebbe scelto pane e vino semplicemente come elemento della sua cultura, quella del mondo mediterraneo. Per cui alcuni teologi, e poi alcuni pastoralisti, hanno ipotizzato che in altre aree del mondo si potessero sostituire con altri elementi. In sostanza, dobbiamo ritrovare una teologia che sappia rispondere a questa idea che Gesù abbia scelto pane e vino come elemento culturale e non invece come elemento forte determinante”.


(Federico Piana)