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Amnesty al Giffoni Experience con proposte educative per i ragazzi

Un momento dello scorso Festival di Giffoni - ANSA

Un momento dello scorso Festival di Giffoni - ANSA

Unire la potenza del cinema con il messaggio di solidarietà verso chi difende i diritti umani. E’ questo l’obiettivo della partecipazione di Amnesty International alla 47esima edizione del Giffoni Film Festival che si apre questo venerdì. Durante il festival, saranno proposti laboratori e attività varie e alla fine della manifestazione verrà consegnato un premio al cortometraggio e al film che avranno affrontato meglio il tema dei diritti umani. Il servizio di Marina Tomarro:

Tep Vanny è una donna coraggiosa che da circa dieci anni difende in Cambogia il diritto all’alloggio della sua comunità di Phnom Penh dove migliaia di famiglie vengono sgomberate ogni giorno per dare posto ad alloggi di lusso. Per questa ragione è stata condannata a due anni e mezzo di reclusione. A lei (e a storie di diritti umani negati come la sua) è dedicata la campagna globale Coraggio che Amnesty International presenta al Giffoni Film festival.  Ascoltiamo la coordinatrice Ela Rotoli:

R. - La campagna, lanciata a maggio scorso, chiede agli Stati di riconoscere la legittimità del lavoro dei difensori dei diritti umani. Oggi ci sono persone nel mondo che fanno un’attività come la nostra, come la mia, ma in questa loro attività sono minacciati, incarcerati, spesso e – purtroppo –anche uccisi. Quello che noi chiediamo è che vengano lasciati liberi di fare questo lavoro perché loro non chiedono altro che uguaglianza, diritti per tutte le comunità,  e le persone che difendono.

D. - Quanto è potente un mezzo come il cinema per diffondere questi messaggi sociali?

R. –Da vent’anni, attraverso la collaborazione con il Giffoni, raggiungiamo tantissimi ragazze e ragazzi. questo è molto importante per noi e soprattutto per le nuove generazioni che devono crescer con la consapevolezza di quello che accade oggi nel mondo. 

E da sempre, grande è stata l’attenzione del Giffoni film Festival verso queste tematiche per sensibilizzare i giovani. Ascoltiamo Antonia Grimaldi, vice direttrice della rassegna cinematografica :

R. – Nelle nostre selezioni sono sempre presenti temi fortemente sociali: da quelli più intimi, come le relazioni famigliari o con gli amici, quindi tutto quello che è legato al delicato rapporto con i coetanei, per arrivare poi a temi più alti o addirittura a raccontare la storia. La nostra azione e attenzione verso il mondo dei giovani è stata costante negli anni. Crediamo che il cinema sia un veicolo straordinario di conoscenza in questo senso.

D. - Il tema di quest’anno è “Into the magic”. Cosa vuol dire?

R. – Da qualche anno, da tre o quattro edizioni circa, proponiamo una rosa di temi ai ragazzi, che quest’anno hanno scelto “Into the magic”. La cosa inevitabilmente ci ha fatto pensare che sia una loro esigenza, perchè in un momento così complicato i ragazzi ci stanno dicendo che hanno bisogno di magia. Che cos’è la magia? È la capacità di immaginare quello che non c’è. Credo che la scelta del tema di quest’anno da parte dei ragazzi debba far pensare soprattutto gli adulti. I ragazzi hanno bisogno di magia perché probabilmente la realtà che hanno attorno sta diventando sempre più pesante.

D. - Continuando a parlare di magia, qual è la magia che rende Giffoni un festival così speciale?

R. – I ragazzi sono  la magia di Giffoni con la loro capacità di incontrarsi e di reinventarsi: scoprirsi reciprocamente e incontrarsi su un terreno comune, perché il film diventa l’occasione per discutere. Sappiamo che partendo dal dibattito che segue le proiezioni, i ragazzi continuano a parlare tra di loro, ognuno con il proprio punto di vista. La magia in più che offre Giffoni è quella di abbracciare le persone, di aver un contatto che per una volta non è virtuale, ma reale.