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Iraq: le truppe USA non se ne andranno dopo la vittoria sull'Is

Festeggiamenti a Mosul per la liberazione della città - REUTERS

Festeggiamenti a Mosul per la liberazione della città - REUTERS

Mentre i vertici militari americani al momento non confermano la morte del leader dell’Is, al-Baghdadi, il presidente Trump si congratula con il premier iracheno per la riconquista di Mosul e annuncia che le truppe americane resteranno nel Paese anche dopo la completa sconfitta del sedicente Stato islamico. Adriana Masotti:

Ancora nessuna certezza sulla morte di al-Baghdadi: "Non abbiamo informazioni operative che possano confermarla", ha detto una fonte dei vertici militari americani, mentre ieri l'Osservatorio siriano per i diritti umani aveva riferito di aver avuto "informazioni" che danno per certa la sua uccisione.

Intanto, dopo la liberazione di Mosul, il presidente Usa ha avuto ieri un colloquio telefonico con il premier iracheno Haider al-Abadi. Trump ha lodato l'eroismo dei militari iracheni e americani e ha ribadito il suo impegno per la totale sconfitta dell'Is. Ha quindi ribadito la necessità di consolidare il successo e impedire che lo stato islamico o qualsiasi altro gruppo terrorista possa ritornare nelle aree liberate.

Che le truppe Usa e di alcuni altri Paesi alleati, pur ridotte, resteranno in Iraq anche dopo la sconfitta definitiva dell’Is, lo  ha dichiarato lo stesso comandante delle truppe della coalizione anti Is, il generale Townsend, spiegando che la richiesta e' stata avanzata anche da Baghdad. Al momento sono 5.000 i soldati Usa in Iraq.
E mentre le forze di sicurezza irachene sono ora impegnate in una nuova offensiva contro i jihadisti che resistono a sud di Mosul, una delle ultime zone in cui i jihadisti restano attivi nel Paese, anche Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, plaude alla riconquista della città definendola "un passo significativo nella lotta al terrorismo e contro l'estremismo violento" e conferma l'impegno dell'Onu al fianco del governo iracheno per "creare le necessarie condizioni per il ritorno volontario, in sicurezza e dignitoso degli sfollati" e per il ripristino dello stato di diritto nelle zone liberate.

Secondo Amnesty International, la battaglia per la riconquista di Mosul e' stata una "catastrofe" per i civili. Circa 900.000 sono stati costretti a fuggire e alcune fonti parlano di migliaia di residenti uccisi. Secondo l'organizzazione per i diritti umani, l'Is ha utilizzato "intere famiglie come scudi umani" ma, sul fronte opposto, le forze irachene e della coalizione a guida Usa hanno utilizzato "armi inappropriate rispetto alle circostanze" e "in alcuni casi può essersi trattato di crimini di guerra".