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I vescovi del Venezuela: regime attua "repressione inumana"

Repressione in Venezuela - AFP

Repressione in Venezuela - AFP

I vescovi del Venezuela hanno lanciato ieri un nuovo accorato appello a conclusione della plenaria che si è svolta a Caracas, mentre nel Paese si aggrava sempre di più la crisi politica, istituzionale ed economica con oltre 100 i morti negli scontri di piazza dall’aprile scorso. I presuli hanno pubblicato un documento intitolato “Messaggio urgente ai cattolici e alle persone di buona volontà in Venezuela”. Il servizio di Sergio Centofanti:

Quello dei vescovi venezuelani è un duro atto di accusa contro l’attuale governo: si denuncia “la repressione inumana” delle manifestazioni dei cittadini che chiedono soltanto che venga rispettata la democrazia; si ricordano le detenzioni e i processi arbitrari di chi dissente dal governo, le torture, le violazioni dei diritti umani da parte delle autorità, le azioni violente dei “gruppi paramilitari illegali” filogovernativi.

I vescovi ribadiscono il no all’Assemblea costituente promossa dall’esecutivo: è rifiutata dal popolo e mira “a imporre al Paese un regime dittatoriale” instaurando “uno  Stato socialista, marxista e militare con la scomparsa dell’autonomia dei poteri” e “con il proposito di eliminare gli attuali organi dello Stato, in particolare l’Assemblea nazionale, eletta direttamente dal popolo”. I presuli danno pieno sostegno al referendum popolare di domenica 16 luglio promosso dall’Assemblea nazionale per dire sì o no alla Costituente.

La Costituzione – afferma il Messaggio – è violata e “il Tribunale supremo di giustizia e il Consiglio nazionale elettorale avallano ciò che propone l’esecutivo senza tenere conto dei principi fondamentali della democrazia partecipativa”. Alle Forze armate si chiede di servire il popolo e non il regime.

Infine, i vescovi chiedono “l’apertura di un canale di carattere umanitario perché possano arrivare medicine e generi alimentari” che da mesi scarseggiano nel Paese.