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Trump a Parigi: confronto a tutto campo con Macron

Trump con la first lady in arrivo a Parigi - AP

Trump con la first lady in arrivo a Parigi - AP

Stamani il ritorno di Donald Trump in Europa. Il capo della Casa Bianca si trova a Parigi su invito del presidente francese, Emmanuel Macron. Domani assisterà alla tradizionale sfilata del 14 luglio, festa nazionale francese e primo anniversario dell’attentato terroristico di Nizza. Presente anche il cancelliere tedesco, Angela Merkel. Sull’importanza politica di questa visita, Giancarlo La Vella ha intervistato Massimo Nava, corrispondete a Parigi per il Corriere della Sera:

R. - In questo momento Trump arriva in Europa sicuramente indebolito da tutti gli scandali, dalle rivelazioni, dalla disinvoltura. Ma è soprattutto la sua imprevedibilità che diventa anche un elemento odi insicurezza e di debolezza in un certo senso. É probabile che avendo comunque dalla sua uno spirito pragmatico molto accentuato, possa cogliere qualche occasione di rilancio di dialogo.

D. - Trump a Parigi, una sorta di incontro di riconciliazione tra Europa e Stati Uniti …

R. - Certamente le speranze vanno in questa direzione e questo sembra essere l’intento principale di Macron, anche se soprattutto la scelta di Trump di uscire dagli accordi sul clima non va certamente nella direzione auspicata. Credo che Macron vada un po’ a tutto campo. Ha ricevuto Putin con tutti gli onori dicendogli anche in faccia le cose che non vanno, soprattutto sui diritti umani, ma certamente con grande rispetto e grande senso di realismo. Probabilmente farà la stessa cosa anche con Trump. L’impressione è che Macron viaggi un po’ a tutto campo; ci sono gli interessi della Francia e la Francia cerca di essere a tutto campo tra i grandi, tanto più che dopo la Brexit è anche l’unica potenza nucleare europea.

D. - Interessi della Francia che rischiano di essere per Macron più importanti di quelli europei … Sullo sfondo c’è il tema della sicurezza, ma anche l’immigrazione …

R. - È chiaro che la Francia non può pensare di fare a meno dell’Europa, anzi fin dai primi passi Macron ha cercato la ripresa del dialogo con la Germania, il rilancio dell’asse franco-tedesco ha mostrato anche una certa attenzione per l'italia, anche se il vertice di Trieste sui Balcani, pur facendo un’ammissione di responsabilità di errori sull’immigrazione, sostanzialmente non si è mosso di molto rispetto al fatto che la Francia farà sì qualcosa, ma di fatto in prima linea c’è l’Italia e questa distinzione tra i migrati politici e i migranti economici lascia il tempo che trova, perché sappiamo benissimo che tutti quelli che arrivano non sono immediatamente identificabili e hanno tutti un bisogno di prima accoglienza. Quindi l’impressione è che prima ci sia la Francia e poi tutto il resto.