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La visita del card. Sandri nella martoriata Ucraina orientale

Il card. Sandri nella sede della Caritas di Kharkiv - RV

Il card. Sandri nella sede della Caritas di Kharkiv - RV

Ieri pomeriggio il card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, nel corso della sua visita in Ucraina, si è recato nella parte orientale del Paese. Ad accompagnarlo il nunzio mons. Claudio Gugerotti e l’arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica Sviatoslav Shevchuk. Il porporato ha voluto far visita a Kharkiv alla Caritas diretta dai greco-cattolici che fornisce assistenza ed accoglienza alle famiglie sfollate dalle zone di guerra di Donetsk, Lugansk e Sloviansk.

L’opera della Caritas locale
La struttura caritativa ha fornito assistenza umanitaria e psicologica a oltre 40mila persone in tre anni. Molti degli operatori, a loro volta sfollati, hanno raccontato al card. Sandri gli stenti di tante persone a causa dell’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità. La Caritas inoltre, deve garantire assistenza per prevenire il traffico di esseri umani, lo sfruttamento lavorativo e per le donne, anche quello sessuale. Il porporato ha potuto apprendere che una realtà di cui si parla poco, ma di cui l’Ucraina è tra i primi Paesi al mondo, è quella dell’utero in affitto, che qui è legale, che consente la triste mercificazione della vita umana. Dinanzi a tanta sofferenza e tante sfide, il card. Sandri ha ringraziato a nome di Papa Francesco gli operatori per quanto stanno facendo: “se l'umanità sembra dimentica di tanto dolore – ha detto - la vostra presenza e attività vi rende quasi "vicari di questa umanità’ ”. 

Il card. Sandro sulle due diverse realtà dell’Ucraina occidentale ed orientale
In un’intervista concessa ad una televisione locale, il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha risposto alla domanda su quale messaggio intende portare alle due diverse realtà dell’Ucraina occidentale ed orientale. “Nella parte occidentale – ha affermato - la chiesa greco-cattolica vive la dimensione teologale della fede, per la presenza numerosa e tradizionale, mentre nella parte sofferente orientale è la carità ad essere l'elemento cardine, carità come capacità di soccorrere e consolare coloro che soffrono, che hanno perso la casa e non possono ora farvi rientro. La Chiesa che vive la fede in Gesù e lo celebra si fa buon samaritano che si china a versare l'olio della consolazione sulle ferite interiori ed esteriori dei propri connazionali. Ma tutti insieme – ha concluso - siamo chiamati a vivere la speranza di un futuro di pace e di riconciliazione”.

La celebrazione della Divina Liturgia a Kiev
Ieri mattina il card. Sandri aveva concelebrato la Divina liturgia pontificale nella cattedrale della Resurrezione di Kiev nella festa dei Santi Pietro e Paolo, secondo il calendario giuliano, presieduta dall’arcivescovo Shevchuk il quale rivolgendosi al porporato ha affermato che “la presenza dell'Inviato del Santo Padre è per la chiesa greco-cattolica ucraina un segno profondo dell'amore che Papa Francesco continua a custodire per il nostro popolo e un balsamo che viene versato sulle ferite dei cuori. Siamo qui a pregare anche per i nostri fratelli della Chiesa ortodossa: ci nutriamo dello stesso Corpo di Cristo, ma non lo possiamo ancora fare dallo stesso altare. Vogliamo però testimoniare con gioia, ancor più in questa solennità, che la comunione con il Santo Padre è fonte di benedizione, come sperimentiamo noi che continuiamo a sentire la sua vicinanza e il suo affetto anche quando il resto della comunità internazionale rimane in silenzio dinanzi al dramma del nostro popolo". Al termine della Divina Liturgia, tutti i concelebranti e i fedeli si sono recati nella cripta, dove poche settimane fa è stato sepolto il card. Lubomyr Husar. (A cura di Roberto Piermarini)