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Yemen: Fao, 7 milioni di persone sull’orlo della carestia

Provviste d'acqua in Yemen - AP

Provviste d'acqua in Yemen - AP

Due terzi della popolazione dello Yemen, cioè 17 milioni di persone, soffrono di grave insicurezza alimentare: di questi, sette milioni sono sull'orlo della carestia. È un quadro sconcertante quello che è emerso dalle parole del direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, intervenuto ieri in videoconferenza da Ginevra alla riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ce ne parla Giada Aquilino:

Quella in Yemen è "la più grande crisi umanitaria odierna". Non ha usato mezzi termini il direttore generale della Fao per descrivere la situazione di un Paese afflitto da oltre due anni di guerra civile. Nel settembre 2014 i ribelli sciiti Houthi rovesciarono la leadership sunnita del Presidente Abed Rabbo Mansour Hadi. A partire dal marzo 2015, una coalizione a guida araba, sostenuta dagli Stati Uniti, ha iniziato una campagna militare e raid contro le forze Houthi. Secondo stime dell’Onu, sono più di 10 mila le vittime civili del conflitto. A pagare il prezzo più alto della guerra è, dunque, la popolazione. Ce ne parla Monika Tothova, economista della Fao:

“Già da prima dell’escalation del conflitto la situazione alimentare in Yemen era critica con alti tassi di malnutrizione: sette milioni di persone al momento sono classificate in emergenza alimentare. In una scala di severità da uno a cinque, l’emergenza è al numero quattro; la carestia è al numero cinque. Dunque senza un supporto umanitario adeguato, alcune di queste persone potrebbero cadere nella carestia. La situazione è diversa nelle varie aree del Paese: è peggiore nelle zone dove i combattimenti sono più intensi e gli operatori umanitari non hanno accesso”.

José Graziano da Silva ha fatto notare che il conflitto e la violenza hanno gravemente minato i mezzi di sostentamento agricoli nel Paese:

“Il settore agricolo è stato pesantemente danneggiato dal conflitto. I contadini non hanno accesso alle loro terre. Semi, fertilizzanti, carburanti non sono disponibili o, se ci sono, hanno costi esorbitanti. Inoltre, al momento nel Paese la siccità sta ulteriormente complicando il problema”.

Sanità pubblica al collasso e crollo dei servizi veterinari: oltre che per le persone, la situazione è critica anche per il bestiame.

“Il bestiame è diminuito in termini numerici. Le condizioni degli animali sono peggiorate a causa della mancanza di medicinali, di pascoli e di acqua”.

Allarme dunque per le riserve idriche del Paese ma anche per la grave epidemia di colera: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità sono oltre 1.600 le persone morte fino a oggi a causa della malattia.

“L’acqua in Yemen è una risorsa estremamente scarsa e il conflitto ha peggiorato il problema. La mancanza di acqua ha aumentato il rischio di malattie: infatti si è verificata una grave epidemia di colera. Al momento quasi 300 mila yemeniti sono malati e non hanno accesso a cure adeguate a causa del conflitto”.

La Fao evidenzia quindi che se la necessità di soluzioni politiche di lungo termine per raggiungere una pace sostenibile è “indiscutibile”, è anche vero che molto è possibile fare ora per combattere la fame e la malnutrizione. A un costo di 220 dollari per famiglia, si sottolinea, un kit di sementi può produrre abbastanza cibo per circa 3 mesi. L’impegno dell’agenzia Onu, spiegato ancora da Monika Tothova:

La nostra priorità è l’aumento della produzione agricola delle famiglie yemenite. Finora la Fao ha supportato quasi mezzo milione di persone attraverso la fornitura di sementi, di medicinali, di vaccini per il bestiame. Inoltre stiamo supportando la riabilitazione delle infrastrutture agricole distrutte dal conflitto”.