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Al Cantiere d'Arte di Montepulciano l'opera di Antonio Salieri

Il musicista tedesco Roland Böer - RV

Il musicista tedesco Roland Böer - RV

Si apre questa sera con una rara opera di Antonio Salieri, “Il mondo alla rovescia”, il 42° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano quest’anno ispirato alla tema “Contemplazione ed estasi”: tanti concerti e spettacoli, un percorso composito e originale che non dimentica la tradizione liturgica e il sacro. Il servizio di Luca Pellegrini:

(musica: “Contemplazione” di Alfredo Catalani)

Nel cuore della Toscana, con chiese e palazzi e mura medievali che le racchiudono, Montepulciano nel corso delle sue estati, da 42 anni, si trasforma in un “cantiere”, ma d’arte: opere, concerti, balletti, teatro. 17 giorni, 400 artisti internazionali, una formula che ha sempre rispettato i principi del suo fondatore, il compositore Hanse Werner Henze: “Qui noi tutti siamo studenti e al tempo stesso insegnanti”. Quindi dialogo, confronto e spazio alla formazione nelle diverse discipline delle arti e dello spettacolo. Un aspetto sociale prioritario, perché il Cantiere è nato e vive prima di tutto come un luogo di educazione e crescita per i giovani. Suonare, recitare, cantare insieme: è questo il segreto del successo del Cantiere, diretto per il terzo anno dal musicista tedesco Roland Böer, che ha scelto per questa nuova edizione un tema particolare: “Contemplazione ed estasi”. Ne spiega le ragioni.

R. - Devo spiegare un po’ il passato, perché ho cominciato come direttore artistico del Cantiere due anni fa e ho scelto come primo tema “Terra, guerra e pace”. Nel primo anno abbiamo chiesto quali sono le precondizioni per la pace, il perché del conflitto eterno fra uomo contro uomo, con tanta violenza, con tanta disperazione. L’anno scorso invece il tema era “Natura e tecnologia”. In quell’occasione la domanda era: facciamo ancora parte della natura? Quest’anno il tema è “Contemplazione ed estasi” con la domanda: che cosa è la felicità, la nostra ricerca della felicità individuale ma anche comune? Quindi al centro di questi tre anni c’è sempre l’uomo nel confronto con un altro uomo, nel confronto con la natura e nel confronto con se stesso. Nel percorso “Contemplazione ed estasi” ci sono tante sfumature: la meditazione, ad esempio, i riti arcaici, poi la danza, la danza dolce ma anche quella scatenata, che ci guida fino ad uno stato di trans. La cosa importante è che ci sono tante strade diverse - secondo me - per cercare e trovare il momento della leggerezza, della chiarezza della mente e del corpo e alla fine la pace e la felicità. Così, solo per spiegare, ho scelto in una serata ad esempio il dramma liturgico “Tractus Stellæ”, con canti gregoriani, un dramma molto interessante. Dall’altra parte, ho messo in programma, anche su commissione del Cantiere, un balletto elettronico a cura di Davide Vannuccini, giovane compositore, per fare capire che ci sono tante strade possibili. Nel concerto di chiusura ho lasciato contrastare “Contemplazione”, una composizione di Catalani, seguito da “L’Ascension” di Messiaen, come sappiamo molto cattolico, molto credente, con l’estasi - nella seconda parte – del “Poema dell’estasi” di Skrjabin seguito dal “Bolero” di Ravel, che con questi ritmi ripetuti, le melodie che si ripetono diciotto volte, ci guidano in uno stato di trans. Quindi una via dentro, un’altra via fuori. La concentrazione sull’essenziale da una parte e poi i movimenti anche fisici, esuberanti che vanno oltre noi stessi, che coinvolgono anche gli altri che ci sono accanto.