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Francia: festa nazionale nel ricordo delle vittime di Nizza

Parata nazionale agli Champs Elysees - EPA

Parata nazionale agli Champs Elysees - EPA

Oggi, 14 luglio, presa della Bastiglia, per la Francia è festa nazionale. Il Presidente Emmanuel Macron, alla presenza del capo della Casa Bianca, Donald Trump, in visita a Parigi, ha assistito alla grande parata militare agli Champs Elysees. Ma il Paese transalpino, e in particolare Nizza, ricordano anche la strage avvenuta l’anno scorso nella città francese. Un individuo, alla guida di un mezzo pesante, irruppe in serata sulla Promenade des Anglais, falciando a morte 86 persone. Dopo l’atto terroristico, la rivendicazione del sedicente Stato Islamico. Il servizio di Giancarlo La Vella:

La Francia festeggia la sua festa nazionale tra imponenti misure di sicurezza. 11mila uomini della sicurezza, mezzi e droni hanno garantito lo svolgimento della sfilata di Parigi che, con la presenza di Macron e Trump, ha assunto anche un valore politico particolarmente significativo. Ma il pensiero di tutta la Francia oggi va anche alla strage di Nizza di un anno fa. Tutto il Paese è ancora oggi profondamente turbato per la stagione terroristica inaugurata nel gennaio 2015 dall’attacco al giornale Charlie Ebdo, poi nel novembre quelli del teatro Bataclan e di altre zone di Parigi, quindi Nizza. Dodici giorni dopo l’eccidio di padre Jacques Hamel, parroco a Rouen, trucidato mentre celebrava la Messa nella sua parrocchia. Dietro questi attentati sempre la firma dello Stato Islamico. Che cosa rimane oggi di quel 14 luglio 2016? Manuela Affejee lo ha chiesto al padre domenicano, Yves Marié Lequin, che, dopo l’attentato, partecipò alle iniziative di supporto psicologico ai sopravvissuti:

R. - C’est è la fois un état d’esprit …
É allo stesso tempo uno stato d’animo positivo, ma c’è la preoccupazione di fare memoria di ciò che è accaduto, di pensare alle vittime, non parlo solamente di coloro che sono morti, ma di tutti, perché c’è chi ha riportato dei traumi, chi delle ferite, chi è rimasto disabile, chi ha avuto dei membri della famiglia coinvolti. Bisogna prima di tutto pensare a tutte queste persone che continuano a soffrire nel corpo e nello spirito. Bisogna ripartire dalla speranza. È un segnale che noi vorremmo lanciare a tutti coloro che vorranno ripartire da oggi.

D. - Il Papa ha ricevuto le famiglie delle vittime. Questo incontro memorabile in che modo resta ancora nella memoria?

R. - Oui. Il s’en parle encore aujourd’hui …
Sì. Ancora se ne parla come un momento che ha veramente “sconvolto” tutti coloro che il Papa ha incontrato. Ne parlano ancora oggi come un incontro molto, molto importante, che li ha aiutati tantissimo nel loro percorso.

La città di Nizza in questo anniversario si è vestita del tricolore francese per dire allo stesso tempo un sì all’unità del Paese e un no al terrorismo. A Nizza e alla Francia intera va oggi la vicinanza  di tutta Europa, in ricordo di un attentato che ha voluto colpire l’intero Vecchio Continente. Sentiamo Domenico Quirico, inviato a Parigi per il quotidiano la Stampa:

“Ha inaugurato purtroppo una nuova forma di terrorismo diffuso, chiamiamolo “terrorismo fai da te”, “terrorismo artigianale”. Rispetto a quella scadenza sono accadute delle cose sul piano della guerra contro il Califfato, anche se noto un eccesso di ottimismo in questi giorni, come se il problema dell’Is nel Vicino Oriente fosse stato liquidato. Forse addirittura ora potrebbe aumentare il rischio di un ritorno, nelle strategie della jihad, al terrorismo che invece ultimamente era stato un po’ messo in secondo ordine di fronte alla necessità di difendere i loro territori nel Vicino Oriente”.