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Vescovi dell’Africa Centrale: fermare spargimento di sangue

Mons. Jean-Marie Benoît Balla, morto in Camerun - RV

Mons. Jean-Marie Benoît Balla, morto in Camerun - RV

I vescovi dell’Associazione delle Conferenze Episcopali della Regione dell'Africa Centrale, Acerac, hanno concluso, ieri, a Yaoundé, in Camerun, la loro XI Assemblea Plenaria con un forte appello per la pace e la riconciliazione nella Regione. Colpiti dalla “violenza gratuita perpetrata” nella parte meridionale dell’Africa Centrale, i presuli incoraggiano ogni sforzo intrapreso per ristabilire la pace in questi Paesi. “Esortiamo tutti coloro che seminano il terrore e la morte – si legge nel testo del comunicato finale - a fermare lo spargimento di sangue e lavorare per la pace, il dialogo e la riconciliazione”. Quindi, esprimono la loro solidarietà e le loro preghiere per le popolazioni vittime di queste violenze, specialmente in Centrafrica, Ciad, Camerun e Congo-Brazzaville.

Si faccia luce sulla morte di mons. Bala
Durante l’incontro, i vescovi hanno manifestato il loro sgomento per la tragica morte di mons. Mons. Jean-Marie Benoît Balla, vescovo morto in Camerun. Il corpo senza vita del vescovo di Bafia è stato trovato in un fiume lo scorso 2 giugno. Secondo le autorità, si è trattato di un suicidio, mentre i vescovi del Camerun hanno ripetutamente ribadito che il vescovo è stato ucciso prima che il corpo fosse gettato nel fiume Sanaga.  Dunque, i membri dell’Acerac hanno espresso la loro solidarietà alla Conferenza episcopale del Camerun e ai fedeli di Bafia. Un ulteriore forte incoraggiamento - si legge nel comunicato – arriva dai presuli “a compiere i passi necessari per fare splendere la verità sul suo decesso”. La morte del vescovo di Bafia, avvenuta secondo gli inquirenti il 31 maggio scorso, fa parte di una serie di morti sospette e di sparizioni di religiosi in Camerun, rimaste irrisolte.

Dialogo interreligioso difficile ma non impossibile
“Il dialogo, in un contesto di pluralismo religioso, implica relazioni positive e costruttive" con le persone e con le comunità di diverse fedi, per imparare a conoscersi e per arricchirsi reciprocamente nel rispetto della propria libertà e nella verità: questa la premessa dalla quale sono partiti i lavori della Plenaria, che dall'8 al 16 luglio hanno visto i vescovi delle sei Conferenze episcopalil dell’Acerac - Centrafrica, Ciad, Gabon, Camerun, Guinea Equatoriale e Congo-Brazzaville - impegnati sul tema: “L’ecumenismo e il dialogo interreligioso in Africa Centrale”. “Questo dialogo è certamente difficile, ma non impossibile” si legge nel comunicato finale dell’incontro. Prossimamente, verrà diffuso un documento proprio dedicato al tema ecumenico e interreligioso. Infine, i membri dell'Associazione hanno reso noto che la loro prossima Plenaria, la dodicesima, si terrà nella Guinea Equatoriale nel 2020. (A cura di Alina Tufani)