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Pakistan: giovane cristiano accusato di blasfemia nel Punjab

Shahzad Masih, il giovane accusato di blasfemia - RV

Shahzad Masih, il giovane accusato di blasfemia - RV

Di Elvira Ragosta

Ancora un cristiano accusato di blasfemia in Pakistan. E’ accaduto nel Punjab, dove la polizia di Dinga, nel distretto di Gujrat, ha arrestato un giovane, Shahzad Masih, accusato di aver offeso Maometto.

Secondo fonti locali, l’accusatore è membro del “Movimento per la difesa dell’onore del profeta”, una coalizione di 42 gruppi religiosi e partiti politici estremisti, che ha anche rappresentanti in parlamento.

I genitori del ragazzo - riporta Asianews - raccontano che il giovane, che lavora come addetto alle pulizie allo Shamin Riaz Hospital di Gujirat, lo scorso mese aveva avuto un diverbio a sfondo religioso con il suo accusatore. Un secondo episodio di tensione tra i due si sarebbe verificato lo scorso 13 luglio, quando Qadri avrebbe tentato di provocare nuovamente la reazione del ragazzo che - secondo l’accusa - avrebbe risposto insultando Maometto.

Secondo le fonti, dopo quest’episodio, lo stesso Qadri, probabilmente con l’aiuto di altri, avrebbe trasportato il giovane in una scuola islamica di Gujirat, dove lo avrebbero picchiato e costretto ad ammettere di aver commesso blasfemia. Infine, sarebbero stati gli stessi membri del “Movimento per la difesa dell’onore del profeta” a consegnarlo alla polizia di Dinga, che ora lo tiene in arresto.

La madre del giovane cristiano si è detta sicura che le accuse contro suo figlio sono false, sottolineando di non avergli mai insegnato a odiare gli appartenenti ad altre religioni. La sua famiglia, intanto, ha abbandonato la propria casa e c’è preoccupazione anche per gli altri cristiani del quartiere, che potrebbero, com’è già accaduto in passato per casi simili, essere oggetto di attacco da parte di folle inferocite.

Il Pakistan, per quanto riguarda la blasfemia, ha una delle leggi più dure di tutto il mondo islamico. Chiunque può infatti presentarsi in un commissariato per accusare, anche senza prove evidenti, una persona di avere offeso il Corano o Maometto, facendogli così rischiare una condanna al carcere o a morte.

Tante le vittime di questa legge: tra queste c’è Asia Bibi, una donna cattolica, madre di 5 figli, in carcere dal 2009 e condannata a morte con l'accusa di aver offeso Maometto.

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