Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Società \ Bioetica

Charlie: notizie negative dal legale del Gosh, ma sono incerte

I genitori del piccolo Charlie - EPA

I genitori del piccolo Charlie - EPA

Non arrivano buone notizie su Charlie Gard dall'avvocato del Great Ormond Street Hospital di Londra. Il bimbo di 11 mesi soffre di una rarissima malattia genetica degenerativa (sindrome di deplezione del Dna mitocondriale di cui si conoscono solo altri 16 casi) e i genitori lo vogliono portare negli Usa per una nuova terapia sperimentale, mentre i medici che lo hanno in cura dalla nascita vogliono staccare la spina alle macchine che lo tengono in vita.

Il legale, Katie Gollop, ha detto ai genitori che l'ultima risonanza magnetica dà "una lettura molto triste" della situazione clinica del piccoloAlle parole dell'avvocato, la mamma del piccolo è scoppiata a piangere, mentre il papà si è arrabbiato con la legale definendola "malvagia" per aver reso pubbliche informazioni prima che venissero visionate dalla famiglia. Si attende intanto il riscontro delle visite compiute dal gruppo internazionale di medici guidati dallo specialista americano Michio Hirano.

Per il papà e la mamma di Charlie, comunque, era già chiaro in aprile che il bambino dovesse ricevere subito cure adeguate al suo stato e i tre mesi trascorsi da allora fra i tribunali e la burocrazia hanno giocato a tutto svantaggio delle condizioni del piccolo.

Il 25 luglio, il giudice dovrebbe emettere la sentenza definitiva. Nel frattempo Charlie e i genitori hanno ottenuto dal Congresso americano lo status "di residente permanente" negli Usa. Elemento che gli consentirebbe di essere trasferito negli Stati Uniti senza alcun ostacolo da parte americana, ma essendo cittadino britannico l'ultima parola spetta sempre al giudice dell'Alta Corte.

Intanto il popolo di Charlie non si arrende: continuano le preghiere e le veglie di singoli e gruppi in tutto il mondo, mentre molti manifestanti danno supporto alla famiglia davanti all’ospedale e all’Alta Corte.