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Commento di don Sanfilippo al Vangelo della XVI Domenica T.O.

Gesù racconta la parabola del granello di senape - RV

Gesù racconta la parabola del granello di senape - RV

Nella XVI Domenica del Tempo ordinario, la liturgia ci propone il Vangelo in cui Gesù racconta tre parabole: quella del grano e della zizania, del granello di senape e del lievito nella farina.

«Il regno dei cieli - dice Gesù - è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».

Su questo brano evangelico ascoltiamo una breve riflessione di don Gianvito Sanfilippo, presbitero della diocesi di Roma:

Dio diffonde la sua presenza nel mondo elargendo nel cuore di ogni uomo il suo Spirito d’amore, trasformando gradualmente ogni persona e con essa l’ambiente in cui vive. Questa mirabile opera ha inizio, però, in modo discreto e apparentemente debole mediante l’annuncio verbale dell’amore di Cristo che si è lasciato condannare a morte per le nostre iniquità ed è risorto per farci cambiare vita. L’efficacia di tale annuncio va di pari passo con la testimonianza dei cristiani per la potenza dello Spirito Santo che sempre l’accompagna. Questo seme così piccolo, offerto a tutti, ha dato frutto in molte persone portando gioia, riconciliazione e forza d’amare. Al contempo, però, il diavolo con i suoi messaggeri semina zizzania nei cuori inducendo alla presunzione, all’egoismo, all’ipocrisia e alla violenza. Tante volta ci verrebbe il desiderio di fare finalmente giustizia, ma il Signore ci mette sull’avviso: “Spesso sei stato zizzania anche tu, seminando discordia e ostacolando il bene, ti ho ammonito, però non ti ho trattato secondo i tuoi peccati”. Il Vangelo c’invita, oggi. alla pazienza, portando i pesi gli uni degli altri nella speranza che ciascuno, vinto dall’amore di Dio e dei fratelli, possa cambiare, lasciando a Dio ogni giudizio, ci esorta inoltre a parlare di Cristo senza timore, i frutti, infatti, saranno inaspettati e abbondanti.