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Violenza in Medio Oriente: morti 3 palestinesi e 3 israeliani

Sei i morti in due attacchi a Gerusalemme e in Cisgiordania - AP

Sei i morti in due attacchi a Gerusalemme e in Cisgiordania - AP

Di Benedetta Capelli

Resta teso il clima in Medio Oriente, all’indomani dell’uccisione di tre israeliani e tre palestinesi in due differenti attacchi che hanno provocato quasi 400 feriti. Ad innescare la violenza le stringenti misure di sicurezza decise da Israele per la Spianata delle Moschee dopo l'attacco della scorsa settimana in cui sono morti due poliziotti. Collocati ai valichi d’ingresso dei metal detector, vietato l'accesso agli uomini sotto i 50 anni. Nel venerdì di preghiera per i musulmani, si sono prima verificati accesi scontri con la polizia israeliana a Gerusalemme, poi in serata in un insediamento in Cisgiordania, un uomo ha accoltellato 3 coloni israeliani, due uomini e una donna. Il presidente palestinese Abu Mazen, al termine di una giornata di violenza, ha annunciato la sospensione di ogni contatto con Israele.

“Adesso abbiamo capito perché c’è stato l’attentato la scorsa settimana: per alzare la tensione, per ricordare al mondo, soprattutto al Medio Oriente - interessato e impegnato da ben altre crisi - che la questione israelo-palestinese è solo congelata, non è stata risolta”. Questa è l’opinione di  Ugo Tramballi, inviato del Sole 24 ore ed esperto di Medio Oriente, che sottolinea come il processo di pace sia completamente fermo e che teoricamente ci sia anche il pericolo di una nuova Intifada.

“Tutte le volte in questa crisi come in tutte le crisi, ma in particolare nel più che centenario conflitto fra israeliani e palestinesi, non c’è stata mai una possibilità o uno sbocco politico, la violenza è esplosa”. Inoltre bisogna fare attenzione a non legare il terrorismo islamico a quello palestinese. “Quello che c’è in Palestina, che nella gran parte dei casi colpisce obiettivi militari, poliziotti, soldati, è un terrorismo dettato da una precisa situazione politica. L’altro terrorismo è una cosa completamente diversa”.

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista a Ugo Tramballi