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Gerusalemme: appello del Papa alla moderazione e al dialogo

Disordini davanti la Porta dei Leoni a Gerusalemme - AFP

Disordini davanti la Porta dei Leoni a Gerusalemme - AFP

Di Michele Raviart

Al termine dell’Angelus, Papa Francesco ha rivolto un appello per il Medio Oriente, dicendo di seguire con trepidazione “le gravi tensioni e le violenze di questi giorni a Gerusalemme”. “Sento il bisogno di esprimere un accorato appello alla moderazione e al dialogo”, ha detto il Papa, che ha invitato di unirsi a lui nella preghiera, “affinché il Signore ispiri a tutti propositi di riconciliazione e di pace”.

La tensioni sono scoppiate quando Israele ha deciso di aumentare le misure di sicurezza intorno alla Spianata delle Moschee dopo che da lì, la scorsa settimana, un palestinese armato aveva ucciso due poliziotti israeliani. Prima sono stati installati metal detector, poi è stato vietato l’ingresso al luogo ai musulmani con meno di 50 anni. Questa mattina sono state posizionate nuove telecamere di sicurezza nell’area, mentre il governo sta decidendo in queste ore se ritirare o meno i metal detector. “Stiamo gestendo questo con calma, determinazione e responsabilità e stiamo agendo alla scopo di mantenere la sicurezza”, ha affermato il premier Benjamin Netanyahu.

Il timore dei palestinesi, che ieri tramite il presidente Abu Mazen hanno sospeso ogni contatto con Israele, è che si stia mettendo in discussione lo Status quo per l’accesso all’area, rimasto sostanzialmente immutato dal 1967. A Gerusalemme, venerdì i fedeli musulmani hanno pregato per protesta davanti all’ingresso della Spianata, mentre scontri con le forze israeliane si sono verificati in tutta la Cisgiordania.

Sul terreno, infatti, continua la tensione. Questa mattina i servizi segreti israeliani hanno arrestato in Cisgiordania almeno 25 persone, tra cui alcuni alti funzionari di Hamas e l’ex-ministro e parlamentare palestinese, il deputato Omar Abdel Razek. Negli scontri, iniziati venerdì scorso, sono morti finora cinque palestinesi, l’ultimo dei quali un 17enne, deceduto in seguito alle ferite riportate per l’esplosione di una molotov a nord-ovest di Nablus. Tre invece gli israeliani uccisi: una famiglia di coloni accoltellati da un ventenne palestinese in un insediamento vicino Ramallah. Lanciato anche un razzo verso Israele dal nord della Striscia di Gaza, esploso in aria poco dopo il decollo senza causare vittime.

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