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Pakistan. Attentato a Lahore: quartiere cristiano sigillato

I trasporti attorno al quartiere cristiano di Lahore sono stati bloccati dopo la devastante esplosione che  ieri, 24 luglio, ha colpito la città, nella zona del mercato ortofrutticolo, causando 26 vittime. L’attacco suicida è stato rivendicato dai Talebani del Pakistan (Tehreek-i-Taliban Pakistan).

Il pastore John Feroze del Christ King Gospel Ministries ha riferito ad AsiaNews che la polizia ha recintato diversi chilometri dal punto dell’esplosione e che tra le aree delimitate, anche l’entrata principale della Bahar Colony, dove vivono circa 50mila cristiani. Secondo il rev. Feroze, in Pakistan “le persone hanno dimenticato l’umanità. I terroristi non rispettano l’islam. La pace non potrà prevalere fino a quando il governo non agirà con severità contro le madrasse (le scuole relgiose islamiche), gli iman radicali e i gruppi terroristi illegali”.

Al momento dell’esplosione i vescovi pakistani erano riuniti a Youhanabad, a sud di Lahore, per un incontro della direzione di Caritas Pakistan, dal quale è giunta una ferma condanna dell’attentato.  Questa mattina in tutte le chiese del Paese si sono tenute preghiere per le vittime dell’attentato, tra cui 9 poliziotti. Intanto la polizia sta intensificando le misure di sicurezza, visitando i luoghi di culto cristiani e gli edifici sensibili nelle rispettive aree

Secondo il Ministero dell’informazione e delle telecomunicazioni, dal 2013 – quando si è insediato il governo di Nawaz Sharif della Pakistan Muslim League – sono avvenuti circa 160 attentati terroristici in Pakistan. (L.Z.)