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Un anno fa a Cracovia la XXXI Gmg, dedicata alla misericordia

L'anno scorso iniziava a Cracovia la XXXI Gmg sulla misericordia - ANSA

L'anno scorso iniziava a Cracovia la XXXI Gmg sulla misericordia - ANSA

“Gesù fa il tifo per voi, sempre. Gesù vi rialza ogni volta che cadete e vi ama nonostante le vostre debolezze. Con Lui potete cambiare il mondo”. Questo il messaggio che Papa Francesco ha voluto lasciare a quell’immensa moltitudine di giovani, oltre un milione e seicentomila, secondo gli organizzatori, che il 31 luglio dello scorso anno erano riuniti nel Campus Misericordiae a Cracovia, per partecipare alla Messa conclusiva della XXXI Giornata mondiale della gioventù. Tutti raccolti attorno a un palco bianco, su cui campeggiava in alto una grande effigie di Gesù Misericordioso, che poteva essere vista anche da chi era molto distante.

Una Gmg speciale, iniziata il 26 luglio, che ha avuto come filo conduttore il tema: “Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia” (Mt 5,7), perché vissuta durante il Giubileo della Misericordia e nella città di cui fu arcivescovo San Giovanni Paolo II, che volle fortemente un evento rivolto solo ai giovani, istituendo la Gmg nel lontano 1985, con la prima giornata a Roma l’anno successivo.

Tanti i momenti indimenticabili di queste giornate, vissute intensamente dai giovani, e divenute subito un'invocazione di pace e fratellanza per il mondo intero, soprattutto dopo il terribile assassinio di padre Jacques Hamel, sull'altare della chiesetta di Rouen avvenuto il 27 luglio 2016, per mano di due terroristi islamici, proprio nel giorno dell’arrivo di Francesco nella città polacca.

Cracovia aveva atteso con trepidazione l’arrivo del Pontefice, accolto con manifesti di benvenuto come una gigantesca scritta multicolore che campeggiava su un edificio affacciato sul fiume Vistola, nel cuore della citta polacca, dove si leggeva “Wjtai - Benvenuto". E grande fu la gioia dei giovani, quando nel Parco Blonia Francesco li salutò con un “Finalmente ci incontriamo"!

Fu “il cuore misericordioso” al centro del primo incontro con i giovani: “Un cuore misericordioso - spiegò il Papa - sa essere un rifugio per chi non ha mai avuto una casa o l’ha perduta, sa creare un ambiente di casa e di famiglia, per chi ha dovuto emigrare, è capace di tenerezza e di compassione. Un cuore misericordioso sa condividere il pane con chi ha fame, un cuore misericordioso si apre per ricevere il profugo e il migrante. Dire misericordia insieme a voi, è dire opportunità, è dire domani, impegno, fiducia, apertura, ospitalità, compassione, sogni”.

Momento sicuramente tra i più toccanti di quelle giornate fu la visita ai lager di Auschwitz e Birkenau, dove non ci furono parole ma solo il silenzio di un dolore ancora vivo. Impossibile dimenticare alcune immagini di quella visita, come il commovente abbraccio con i dieci sopravvissuti alla Shoah, la preghiera lunga e silenziosa nella cosiddetta “cella della fame”, dove San Massimiliano Kolbe sacrificò la sua vita per salvare quella di un altro innocente destinato alla morte, il Salmo 130, il "De Profundis", intonato dal rabbino capo della Polonia a Birkenau, e l’incontro conclusivo con 25 Giusti delle Nazioni, donne e uomini che si opposero al male assoluto. 

E uno dei luoghi più importanti di questa Giornata mondiale fu il Santuario della Divina Misericordia dove riposano le spoglie mortali di Santa Faustina Kowalska, la mistica polacca propagatrice della devozione a Gesù Misericordioso e tra i Santi patroni della Gmg. E proprio al Santuario Papa Francesco - rispondendo in una diretta televisiva alle domande di alcuni ragazzi intervenuti alla festa organizzata dalla Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana - esortò i giovani a essere costruttori di ponti di pace.

“La pace - spiegò il Pontefice  -  costruisce ponti, l’odio è il costruttore dei muri. Tu devi scegliere, nella vita: o faccio ponti o faccio muri. I muri dividono e l’odio cresce... I ponti uniscono. Quando tu stringi la mano a un amico, a una persona, tu fai un ponte umano. Invece, quando tu colpisci un altro, insulti un altro, tu costruisci un muro. Io voglio vedere tanti ponti umani. Questo è il programma di vita: fare ponti, ponti umani”.

Prossimo appuntamento per i giovani sarà a Panama, dal 22 al 27 gennaio 2019. Tema della Giornata mondiale della gioventù sarà un passo del Vangelo di Luca: “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola”.

Ascolta il podcast con l'intervista a monsignor Miguel Delgado Galindo, sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Laici, confluito nel Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita: