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Unicef: 100.000 minori migranti in Italia e Grecia nel 2016

Foto dello sbarco di 592 migranti a Palermo, il 10 Giugno 2016. - ANSA

Foto dello sbarco di 592 migranti a Palermo, il 10 Giugno 2016. - ANSA

di Valentina Maresca e Giulia Bedini

Sono minorenni, scappano dalle proprie case ma il loro obiettivo iniziale prevalente non è quello di raggiungere l’Europa. È quanto emerge dallo Studio, in partnership tra Unicef e Reach, su “Bambini migranti in Italia e in Grecia”. Sono meno della metà, infatti, i minorenni che hanno deciso di lasciare le proprie radici per raggiungere il Vecchio Continente con lo scopo di fuggire da violenze o persecuzioni politiche, religiose ed etniche.

Si tratta di oltre 100.000 minorenni rifugiati e migranti, dei quali circa 33.800 non accompagnati e separati dalle famiglie di origine, giunti in Europa nel 2016. Lo studio, realizzato tra dicembre e maggio 2017, ha messo a fuoco i principali problemi che affliggono questi ragazzi: la maggior parte di loro si è mossa in solitudine (il 93%) per raggiungere l’Italia, partendo dall’Africa Occidentale e dal Corno d’Africa, mentre chi si è diretto in Grecia, con partenza da Siria, Afghanistan e Iraq, ha affrontato il viaggio con la rispettiva famiglia.

La maggior parte dei minorenni ha un’età compresa tra i 16 e i 17 anni e ha viaggiato in media un anno e due mesi per raggiungere le coste italiane, con frequenti interruzioni dovute alla necessità di lavorare per reperire le risorse indispensabili ai fini di proseguire il proprio tragitto. Coloro i quali sono giunti in Grecia, invece, lo hanno fatto in un tempo molto più breve.

L’indagine ha reso noto anche i traumi registrati nel passaggio per la Libia in cui i minorenni sono stati rapiti, con richiesta di riscatto, o arrestati e detenuti in prigione senza alcun motivo. Altri, invece, sono stati esposti a rischi di separazione dal nucleo familiare di origine durante la propria traversata.

Approdati in Europa, i migranti sono spesso stati vittime di lunghissimi iter burocratici per ottenere permessi d’asilo e di soggiorno che hanno escluso molti di loro dalla possibilità di un’istruzione adeguata, incrementando il rischio di abusi e sfruttamenti. La mancanza di status legale ha generato, soprattutto in Italia, una sorta di “limbo” e risulta, oggi, la principale causa di preoccupazione legata alla paura di non ottenere in tempo un permesso di soggiorno per minorenni.

“Sono tutti bambini che vengono in Europa senza una destinazione precisa, ma per trovare essenzialmente una risposta alla loro prima richiesta, quella di completare l’istruzione e poter lavorare in un Paese dove i loro diritti vengono rispettati”, ha dichiarato Giacomo Guerrera, presidente dell’Unicef Italia.

Ascolta e scarica il podcast dell’intervista integrale a Giacomo Guerrera, intervistato da Valentina Maresca: