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Città del Messico: molotov contro la sede dei vescovi

Città del Messico - ANSA

Città del Messico - ANSA

di Cecilia Seppia

La Chiesa messicana vive momenti di tensione e si stringe in preghiera. Nella notte tra lunedì 24 e martedì 25 luglio infatti, una bomba molotov è stata fatta esplodere a Città del Messico, fuori dall’ingresso della basilica di Guadalupe, nel cui ambito hanno sede gli uffici della Conferenza episcopale messicana (Cem). L’ordigno fortunatamente non ha provocato vittime o feriti, ma solo danni strutturali come spiega una nota stampa della Cem. Non è però la prima volta che avviene un fatto del genere, perciò i vescovi esprimono preoccupazione condannando questi continui “avvertimenti” lanciati da bande armate non ben identificate, che seminano paura nella comunità cattolica messicana.  

Parole di incoraggiamento arrivano dal segretario generale dell’episcopato messicano, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, che dichiara attraverso la stampa: “Ringraziamo per l’appoggio e la solidarietà mostrata da parte dei nostri fratelli vescovi, da fedeli, sacerdoti, istituzioni, così come da molte persone di buona volontà che ci hanno fatto sentire la loro vicinanza con autentica preoccupazione. Ringraziamo anche le autorità, sia federali che locali, che hanno mostrato il loro sostegno e la loro collaborazione, con l’obiettivo di chiarire quanto è accaduto. Come organo collegiale dei vescovi del Messico, desideriamo rivolgere un appello alla serenità, alla prudenza, al rispetto della vita umana e delle sue istituzioni. Questo fatto ci invita a riflettere seriamente sulla necessità di ricostruire il tessuto sociale, per favorire un ambiente di sicurezza per tutti i cittadini”.  

La nota si conclude con un invito alla conversione sociale "che ci faccia vedere tutti come fratelli, nell’auspicio che ogni cittadino sia costruttore di pace nel nostro Paese e abbia garantita una vita degna”. Infine mons. Guardiola affida alla Vergine di Guadalupe la missione di ogni membro della Chiesa che è quella di dare vita ad "una umanità più giusta e solidale".

Non va dimenticato che negli ultimi 27 anni, dal 1990 a oggi, i sacerdoti uccisi in Messico sono stati 44. Il Siame, Sistema informativo dell’Arcidiocesi di Città del Messico, e il Ccm, Centro Cattolico Multimediale, nelle loro ricerche documentano una situazione del clero messicano, in particolare diocesano, davvero allarmante: omicidi, sequestri, torture, estorsioni, profanazioni di luoghi di culto, minacce di morte e aggressioni o intimidazioni varie. 

Ultimo aggiornamento 27/07/17