Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Società \ Bioetica

Corte di Londra conferma: Charlie sarà trasferito in hospice. Qui avrà fine la sua vita

I genitori del piccolo Charlie - EPA

I genitori del piccolo Charlie - EPA

Il piccolo Charlie Gard non morirà né in ospedale né in casa sua ma verrà trasferito in un centro per malati terminali (hospice), dove in tempi brevi verrà interrotta la respirazione artificiale. Lo ha confermato nel pomeriggio il giudice Nicholas Francis dell'Alta Corte di Giustizia britannica, così come preannunciato ieri come ultimatum - scaduto oggi alle ore 12, le 13 in Italia -  in mancanza di un accordo tra i genitori del bimbo e il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove Charlie è ricoverato. 

 

Connie Yates e Charlie Gard, che avevano rinunciato all'idea di fare tornare il figlio in casa per i suoi ultimi giorni di vita, avrebbero voluto che il bimbo fosse almeno assistito e tenuto in vita nell'hospice per avere la possibilità di stare con lui qualche giorno "in tranquillità": una soluzione che secondo l'ospedale londinese, oltre a essere poco praticabile, aggraverebbe le sofferenze del piccolo. L’inguaribilità dichiarata dai medici e sancita dalla Corte britannica - che ha impedito che il bimbo accedesse alle cure sperimentali in Usa o al Bambino Gesù - ha decretato dunque la parola fine all’esistenza di Charlie. 
 

Adriano Pessina, bioeticista afferma che è il momento di spegnere i riflettori mediatici su questo caso e rispettare la giusta riservatezza per i genitori e il personale medico che assiste il piccolo. In questa direzione va la decisione di non rivelare la data e l'orario del trasferimento del piccolo Charlie nell'hospice, di cui non si conosce il nome. (R.G.)