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La Siria non dimentica padre Dall'Oglio scomparso 4 anni fa

Copertina del libro su P. Paolo Dall'Oglio a cura di Riccardo Cristiano  - RV

Copertina del libro su P. Paolo Dall'Oglio a cura di Riccardo Cristiano - RV

di Emanuela Campanile 

29 luglio 2013, scompare in Siria padre Paolo Dall’Oglio. Forse rapito, forse ucciso da estremisti islamici. Da quel giorno, solo voci che si rincorrono sulla sua probabile sorte ma nessun elemento concreto a riguardo. E tutt’ora, a quattro anni di distanza, quello che rimane è l’assoluto silenzio.

Un silenzio che avvolge il destino del gesuita che negli anni ’80 riuscì a rifondare l’antichissima comunità monastica cattolico-siriaca, Mar Musa - trasformandola in un Centro di accoglienza e dialogo interreligioso tra Cristianesimo e Islam - e che in questi sei anni di conflitto , ha inghiottito migliaia di religiosi, sacerdoti e civili.

Iniziata nel 2011, la crisi siriana contro il partito unico del Presidente Bashar al-Assad, si è presto trasformata in una vera e propria guerra civile. La radicalizzazione degli scontri, la conseguente frammentazione delle forze in campo in bande, organizzazioni estremiste o criminali, hanno disgregato l’intero Paese così da allargare il conflitto su scala internazionale, sconvolgere gli equilibri di un già precario scacchiere geopolitico e mettendo in forte contrasto grandi potenze come Usa e Russia.

In Siria si combatte da sei anni: quasi 500 mila morti, 12 milioni di sfollati, un numero di scomparsi altissimo ma impossibile da stimare proprio per il contesto in cui avvengono. A fatica procedono gli sforzi diplomatici messi in campo durante le conferenze di Ginevra o Astana per i negoziati di pace. Quello che invece rimane certo e in continua ascesa, è l’immensa sofferenza della popolazione ormai allo stremo, e l’immenso amore che sempre ispirò padre Dall’Oglio e tutti gli uomini di buona volontà pronti a sacrificarsi per salvare il popolo siriano.