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Commento di don Sanfilippo al Vangelo della XVII Domenica T.O.

Gesù racconta la parabola del tesoro nascosto in un campo - RV

Gesù racconta la parabola del tesoro nascosto in un campo - RV

Nella 17.ma Domenica del Tempo ordinario, la liturgia ci propone il Vangelo (Mt 13, 44-52) in cui Gesù racconta alcune parabole:

“Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra”. 

Su questo brano evangelico ascoltiamo il commento di don Gianvito Sanfilippo, presbitero della diocesi di Roma:

Il Vangelo paragona il Regno dei cieli ad un tesoro nascosto o a una perla preziosa, il cui valore spinge, chi li trova, a vendere i propri beni per entrarne in possesso. Tale radicalità è causata dalla gioia che si sperimenta nello scoprire questo tesoro. Il Regno dei cieli, infatti, è felicità e pace, esso ci abilita a riconoscere ciò che è vero e a fuggire da quanto distrugge. Il Regno c’induce anche a sperimentare il perdono, schiudendoci la conoscenza delle Scritture e svelandoci la nostra identità profonda. Entriamo sempre più in questo Regno partecipando alla vita ecclesiale, alla liturgia, ai sacramenti e saremo gradualmente trasformati al punto da destare in noi un crescente interesse per il bene altrui. Mediante la Chiesa il Signore risveglia in noi energie e capacità inaspettate, ci fa evangelizzare cooperando con Lui alla salvezza eterna delle anime, come “pescatori di uomini”. E noi? Abbiamo, oggi, questa esperienza? La bellezza divina ha fatto sgorgare nella nostra anima la gioia e l’entusiasmo per ricercare il tesoro del Regno nella Chiesa, prima di qualunque altro interesse o impegno? O la noia e l’indifferenza ci obbligano a scusarci con un formale “Grazie m’interesserebbe, ma non ho tempo”? Chiediamo a Gesù Cristo che i nostri occhi si aprano e i nostri cuori s’infiammino di zelo.