Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Mondo \ Italia

Padre Dall'Oglio. La sorella: un uomo del dialogo e della pace

Il padre gesuita Paolo Dall'Oglio  - AFP

Il padre gesuita Paolo Dall'Oglio - AFP

di Gabriella Ceraso

4 anni fa, il 29 luglio 2013, scompariva a Raqqa in Siria, padre Paolo Dall’Oglio, rapito probabilmente da un gruppo jihadista filo-Al Qaeda. Fondatore del monastero Deir Mar Musa, a nord di Damasco, e promotore del dialogo islamo- cristiano, per 30 anni in Siria al fianco della popolazione. "Il tempo non attenui la volontà di cercare la verità sulla sua sorte" scrive in un messaggio il presidente italiano Mattarella, mentre in un tweet il premier Gentiloni sottolinea "la volontà di continuare a sperare". Ed è anche quanto provano i familiari del gesuita romano. "Il silenzio sulla vicenda di Paolo" afferma la sorella Immacolata Dall'Oglio, "è totale, nonostante le voci che si sono susseguite in questi quattro anni". Per noi "questo silenzio è un richiamo alla necessità di verità, unica via per la consapevolezza, per la giustizia e per poter guardare oltre". Il silenzio autorizza a sperare con tutto il rischio che questo comporta.  

La famiglia Dall'Oglio ha organizzato per le 18.30 di questo 29 luglio, nella parrocchia di S. Giuseppe sulla Nomentana a Roma, una Messa per Paolo e per tutti coloro che condividono la sua sorte, scomparsi senza lasciare traccia. "Questa Messa vuole accendere i riflettori anche sul contesto siriano" - afferma Immacolata Dall'Oglio - " una Messa perchè torni presto la pace in Siria e in Iraq. E' una pace possibile a partire dagli errori fatti e sapendo guardare oltre, seguendo anche le tracce lasciate da Paolo". Poi il ricordo del gesuita e del monaco che nella vita ha "sperimentato l'affidamento totale a Dio".

Paolo, un uomo di fede con un "dono speciale", racconta ancora la sorella Immacolata: è stato capace di "entrare in relazione con la parte più profonda dell'altro", e deve aver costruito, specialmente con i musulmani in Siria,"relazioni significative". Altrimenti non si spiegherebbe", aggiunge, la "condivisione, la vicinanza e la solidarietà che abbiamo sperimentato in questi quattro anni da parte delle persone più impensate che da lui erano state toccate". Come gesuita ha sentito forte la sua missione di dialogo con l'Islam e tutta la sua formazione è andata in quella direzione: "si è inculturato a tutti gli effetti" nel contesto siriano e da lì non si è tirato indietro neanche nei momenti più difficili.

L'appello del Papa due anni fa per la liberazione di Paolo Dall'Oglio e di tutti i rapiti in Siria ancora risuona nelle orecchie dei familiari:" per noi" testimonia Immacolata Dall'Oglio" tutte le iniziative sono segno che Paolo non è solo e che al di là della guerra il seme del dialogo da lui gettato sta germogliando e si conferma come l'unica strada possibile".

Ascolta e scarica l'intervista a Immacolata Dall'Oglio