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Venezuela: cittadini in piazza contro il voto per la Costituente

Caracas. L'esercito spara ad altezza d'uomo sui manifestanti - AFP

Caracas. L'esercito spara ad altezza d'uomo sui manifestanti - AFP

di Francesca Sabatinelli

Il Venezuela arriva all’appuntamento di questa domenica con le elezioni per la controversa e contestata Assemblea costituente voluta dal presidente Maduro sulla scia di quattro mesi di manifestazioni e scontri che hanno provocato oltre 100 morti. E’ dall’aprile scorso che centinaia di migliaia di venezuelani sfilano per chiedere l’uscita di scena del presidente e il voto anticipato. Ma Maduro per tutta risposta ha convocato il voto per l’Assemblea costituente col fine di modificare la Costituzione del 1999, e per rinviare le elezioni generali, denuncia l’opposizione. Dunque, nonostante le minacce di pesanti condanne per chi trasgredisce il divieto di manifestare, l’opposizione ha chiamato a continuare la protesta anche durante il voto.

La situazione è sotto l’attenzione della comunità internazionale. Gli Stati Uniti seguono con preoccupazione gli avvenimenti e si dicono al fianco del popolo venezuelano, mentre la Colombia ha già fatto sapere che non riconoscerà la validità del voto per la Costituente.

Forte l’intervento dei vescovi venezuelani, che hanno ribadito il loro no alla Costituente che, spiegano, il presidente vorrebbe per instaurare un regime marxista. La Conferenza episcopale del Paese (Cev) in un documento chiede di porre fine alle violenze, avvertendo che “la repressione smisurata con un pesante bilancio di feriti, morti e detenuti genera più violenza”. “Militari e polizia, insieme con gruppi civili armati dal governo - si legge nel testo - operano coordinatamente attaccando il popolo che manifesta il proprio malcontento e il rifiuto dell’Assemblea costituente”. La Conferenza episcopale ricorda quindi ai membri delle Forze Armate che la loro prima responsabilità è con il popolo e che perciò sono chiamati costituzionalmente a difendere la vita di tutti i cittadini senza distinzioni politiche. Il ruolo primario delle forze armate – è il richiamo – è  di mantenere pace e ordine. Di qui l’esortazione a non aumentare “la sofferenza e l’angoscia della gente la cui voce di protesta deve essere rispettata e ascoltata”.

Nel comunicato l’episcopato ribadisce, ancora una volta, che l’Assemblea Costituente è una proposta “incostituzionale, e anche non necessaria, non conveniente e dannosa per il popolo venezuelano”. “Il governo non farà marcia indietro” , è l’opinione di Francisco Pellegrino, docente di Scienze delle Comunicazioni all’Università cattolica Andrés Bello di Caracas. Pellegrino racconta la preoccupazione dei vescovi e la difficile vita dei cittadini di un Paese in cui manca qualsiasi prodotto necessario alla sopravvivenza, dalle medicine al cibo.

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista a Francisco Pellegrino