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Usa: pronti all'uso della forza contro la Corea del Nord

Caccia americani su Pyongyang - EPA

Caccia americani su Pyongyang - EPA

di Cecilia Seppia

Il presidente americano Donald Trump è di nuovo alle prese con la Corea del Nord, dopo l’ennesimo test balistico di Pyongyang che ha lanciato venerdì sera un missile Icbm a lunga gittata, potenzialmente in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Una minaccia non più teorica, che il Capo della Casa Bianca prova a contrastare in ogni modo: con nuove sanzioni economiche, con ammonimenti alla Cina perché faccia la sua parte e dando ordine ai suoi caccia bombardieri di sorvolare in ricognizione lo spazio aereo nordcoreano.

“Siamo pronti a usare una forza schiacciante e letale se necessario”, dice il generale Terrence O'Shaughnessy, comandante delle US Pacific Air Forces commentando anche il successo dei test sul sistema missilistico di difesa Thaad effettuati in Alaska dal Pentagono. Per quanto si faccia a gara di muscoli il vero tormento di Trump è l’immobilismo di Pechino che invece, a suo dire, potrebbe risolvere facilmente il problema con Kim Joung Un . "Sono molto deluso dalla Cina" scrive il presidente americano su Twitter. "I nostri passati leader, prosegue, hanno consentito al governo cinese di realizzare miliardi di dollari l'anno in scambi commerciali ma nonostante questo la Cina non fa niente per noi con la Corea del Nord e non consentiremo più che questo vada avanti". Non tarda la risposta del ministero del Commercio cinese: “la questione nucleare nord-coreana e il commercio tra Cina e Stati Uniti sono questioni che appartengono a due sfere differenti. Non sono correlati. Non dovrebbero essere discussi insieme”.

Pyongyang di fatto non si è lasciata impressionare da questo presidente americano, che la stampa locale oggi definisce un “principiante”, ma anche la Corea del Sud, storico alleato degli Usa, comincia a muoversi in autonomia lavorando ad un "piano B" che prevede anche un proprio programma missilistico. Trump dal canto suo cerca il favore del premier giapponese Shinzo Abe anche lui preoccupato per “la serie e crescente minaccia” rappresentata dalla Corea del Nord e d’accordo con Trump su un intervento più incisivo della Cina ma pure della Russia chiamata ad aumentare la pressione diplomatica su Pyongyang, perché il pericolo è imminente e il conflitto potrebbe estendersi a macchia d’olio in tutta l’area, coinvolgendo persino l’India. Questo è anche il pensiero di Francesco Sisci, corrispondente da Pechino per “Il Sole24Ore”. “La Nord Corea – sostiene Sisci - ha raggiunto la capacità teorica di colpire gli Stati Uniti e provocare un disastro peggiore dell’11 settembre.  E quindi per questo Washington deve in qualche modo reagire cercando anche nuovi alleati. Ci sono pressioni sulla Nord Corea e sulla Cina, ma siamo ancora a un livello di pressioni politiche, economiche. L’America sembra intenzionata ancora oggi ad evitare misure militari, ma non sappiamo quanto potrà resistere.

 Ascolta e scarica il podcast dell’intervista integrale a Francesco Sisci corrispondente da Pechino per “Il Sole24Ore”