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Card. Turkson per Giornata mondiale turismo: tempo di vacanza non sia irresponsabile

Il cardinale Peter K. A. Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale - AP

Il cardinale Peter K. A. Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale - AP

di Roberta Gisotti

“Turismo sostenibile: uno strumento per lo sviluppo”: questo il titolo della prossima Giornata mondiale del turismo, che sarà celebrata il 27 settembre 2017,  in linea con l’Anno internazionale in corso, dedicato dalle Nazioni Unite allo stesso tema. In questa occasione il cardinale Peter K. A. Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, ha pubblicato un Messaggio, sottolineando come il turismo possa essere “uno strumento importante per la crescita e per la lotta alla povertà”, avendo ben presente – come insegna la dottrina sociale della Chiesa - che “il vero sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica” ma “per essere autentico deve essere integrale, cioè volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo”.

“Quando parliamo di turismo - scrive il porporato - ci riferiamo a un fenomeno di grande importanza”, sia per il numero di persone coinvolte - viaggiatori e lavoratori - sia per i numerosi benefici che può offrire – economici, culturali e sociali - ma anche “per i rischi e i pericoli che in tanti ambiti esso può rappresentare.”

Come documenta l’Organizzazione mondiale del turismo (Omt), nel 2016 sono stati 1 miliardo e 235 milioni  gli arrivi turistici internazionali. Un settore quello turistico che rappresenta il 10% del Pil mondiale e il 7% delle esportazioni totali, che occupa 1 lavoratore su 11 nel pianeta.

Sono passati 30 anni – riporta il messaggio – da quando l’Onu introduceva il concetto di sviluppo sostenibile come ‘uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri’. “Ciò significa” - spiega il card. Turkson - che il turismo “deve essere responsabile, non distruttivo né dannoso per l’ambiente e per il contesto socio-culturale su cui incide, in particolare rispettoso verso le popolazioni e il loro patrimonio, teso alla salvaguardia della dignità personale e dei diritti lavorativi, e, non ultimo, attento alle persone più svantaggiate e vulnerabili. Il tempo di vacanza non può essere, infatti, - prosegue il porporato - pretesto né per l’irresponsabilità né per lo sfruttamento: anzi, esso è un tempo nobile, nel quale ciascuno può aggiungere valore alla propria vita e a quella degli altri". Riguardo le economie in difficoltà il turismo sostenibile può essere strumento di sviluppo  "se diventa veicolo di nuove opportunità, e non fonte di problemi”. Per questo la Chiesa parla oggi “turismo dal volto umano”, che si sostanzia in progetti di “turismo di comunità”, “di cooperazione”, “di solidarietà”, e nella valorizzazione anche del grande patrimonio artistico che è una vera e propria “via di bellezza”.