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Cefalù, Convegno dei diaconi su servizio ai malati e accoglienza

Giubileo dei Diaconi in Piazza S.Pietro - OSS_ROM

Giubileo dei Diaconi in Piazza S.Pietro - OSS_ROM

Accoglienza degli immigrati e servizio ai malati, questi i due temi che la Comunità del diaconato in Italia ha scelto per il Convegno nazionale in corso fino al 5 agosto ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo,  con la partecipazione anche di famiglie, laici e religiosi. Lo spunto della riflessione arriva dalle parole del Papa che nei Messaggi per la Giornata mondiale dei Migranti e per la XXV Giornata mondiale del Malato ha chiesto “attenzione sulla realtà dei migranti minorenni, specialmente quelli soli”, e “nuovo slancio per contribuire alla diffusione di una cultura rispettosa della vita, della salute e dell’ambiente”. Il vescovo di Cefalù, mons Vincenzo Manzella, all'apertura dei lavori ha ricordato quanto la Sicilia sia impeganta oggi nell’accoglienza di "coloro che bussano alle porte delle nostre coste e nell'affrontare nuove forme di povertà". " Voi qui siete segno di speranza", ha aggiunto il  vescovo rivolgendosi ai diaconi giunti da tutta Italia, "voi che tendete la mano allo sfiduciato e rialzate chi non può più risollevarsi da terra”.

"In particolare l'accoglienza e il servizio ai malati " rappresentano "due nuove sfide su cui i diaconi devono impegnarsi concretamente e fattivamentedichiara il presidente della Comunità del diaconato in Itali,  Enzo Petrolino,per essere, come il Papa ha  recentemente detto durante la sua visita a Milano, custodi nella Chiesa del servizio”. Ad oggi sono 4450 i diaconi ordinati in Italia, il 90% sposati con figli e con una professione: “questa è la bellezza del diaconato” sottolinea Petrolino: ”essere ministri della Chiesa e poter vivere nella realtà familiare e sociale, portando lì la nostra testimonianza e il nostro carisma”. Petrolino parla della necessità di un “diaconato in uscita” e di una svolta richiesta dalla contemporaneità: i vescovi allarghino i confini del nostro servizio e i “diaconi si sottraggano al rischio del funzionalismo con l’aiuto della creatività". Enzo Petrolino, che ha scritto al Papa una lettera in vista del Convegno, rilancia anche i due impegni che i diaconi intendono prendere in questi giorni: raccogliere fondi per comprare Bibbie in varie lingue da mettere a disposizione dei rifugiati che sbarcano in Italia e fare del prossimo 19 novembre - giornata che il Papa ha dedicato ai poveri - “un momento in cui proprio i diaconi si impegnino a lasciare che gli ultimi siano i protagonisti in ogni liturgia eucaristica”.

Ascolta e scarica l’intervista integrale a Enzo Petrolino:

“Dobbiamo stare attenti a non vedere i diaconi come mezzi preti e mezzi laici e nemmeno va bene vederli come intermediari tra fedeli e pastori”: l’ammonimento del Papa pronunciato nel Duomo di Milano, il 25 marzo scorso, risuona ancora vivo nell’esperienza quotidiana di Pino Grasso, diacono e portavoce dell’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice. “Il rischio c’è”, come la tentazione del funzionalismo, cioè di “ridurci a ragazzi che fanno i compiti”. C’è tanta strada da fare anche nella nostra formazione, afferma Grasso , “ma fondamentale in questo è il ruolo delle nostre spose”. L’esperienza raccontata da Pino Grasso è quella di una vocazione non solamente individuale, ma vissuta all’interno della famiglia e con la famiglia, in particolare con la moglie e all’interno del popolo di Dio e con il popolo di Dio.

Ascolta e scarica l’intervista integrale a Pino Grasso: