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Papa: con i fragili "mi viene incontro Cristo"

Papa Francesco durante l'incontro con l'UNITALSI - ANSA

Papa Francesco durante l'incontro con l'UNITALSI - ANSA

di Emanuela Campanile

“L’altro è un dono da accogliere con rispetto, perché in lui, specialmente se è debole e fragile, mi viene incontro Cristo”.

Forse, questa volta, basterebbe pubblicare una sfilza di immagini per dare testimonianza di quanto il tweet di oggi, inviato dall’account @Pontifex, sia solo la trasposizione in parole del profondo amore di Papa Francesco per l’altro, in particolare se sofferente.

A centinaia le occasioni in cui il Pontefice non si è risparmiato nel suo “farsi prossimo”, accompagnando però il gesto sempre all’invito, rivolto tanto ai grandi della terra quanto ai piccoli, di combattere la cultura dello scarto.

Nel grande mare di incontri, udienze, viaggi, Giornate Mondiali della Gioventù (e senza voler far torto ai ricordi di nessuno!) quel “mi viene incontro Gesù”, Francesco lo ha incarnato in modo indelebile davanti al mondo, il 9 novembre 2013: Auala Nervi, circa 7 mila pellegrini riuniti per celebrare con lui, il 110° anniversario della fondazione UNITALSI (Unione Nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e Santuari internazionali). Il Papa, all’inizio del suo discorso la definisce come “opera evangelica”, ricordando i tanti giovani volontari che “di fronte alla sofferenza non voltano la faccia dall’altra parte”, invitandoli ad essere “abbraccio di tenerezza” riconoscendo nella persona sofferente la carne di Cristo” (link al discorso).

Ma oltre ogni commento, qui sotto, le immagini. Perché, se fosse dipeso da Francesco, probabilmente quei 7 mila pellegrini, tra accompagnatori e ammalati, li avrebbe abbracciati con tenerezza. Tutti.