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Venezuela: Maduro accusa la giustizia di proteggere le opposizioni

Il presidente Maduro durante la celebrazione degli 80 anni della Guardia Bolivariana - REUTERS

Il presidente Maduro durante la celebrazione degli 80 anni della Guardia Bolivariana - REUTERS

Di Michele Raviart

All’indomani del primo insediamento della contestata Assemblea Costituente, il presidente Nicolas Maduro ha annunciato imminenti misure contro le opposizioni. Durante la commemorazione per gli 80 anni della Guardia Nazionale bolivariana, uno dei corpi militari che ha represso le proteste, il presidente ha attaccato la Procura Generale del Paese di essere complice della “rivolta armata” contro di lui e ha spiegato che la Costituente servirà a “fare giustizia” e a “curare la ferita sociale” in Venezuela. Per Maduro è proprio la protezione fornita dai giudici ai manifestanti violenti uno dei motivi degli scontri. “Se ci fosse stata una procura che agiva secondo giustizia e con coraggio, da molto tempo questi criminali sarebbero stati catturati, puniti e messi in carcere”, ha affermato il presidente, che ha poi ribadito come una “Commissione per la Verità e Giustizia” della Costituente attribuirà le responsabilità delle violenze.

Luisa Ortega, il procuratore generale, è stata infatti negli ultimi mesi una della voci più forti contro il disegno di Maduro di eleggere un’Assemblea Costituente per modificare la costituzione del 1999 in modo da aumentare i poteri del presidente. Un progetto politico contestato da molti Paesi dell’America Latina, che nelle prossime ore valuteranno la posizione del Venezuela all’interno del Mercosur, degli Stati Uniti e della Santa Sede. In un appello il Papa, tramite la Segreteria di Stato, ha ribadito infatti la necessità di evitare e sospendere "iniziative in corso come la nuova Costituente che, anziché favorire la riconciliazione e la pace, fomentano un clima di tensione e di scontro e ipotecano il futuro”. Il rischio è quello di una “democrazia dittatoriale”, ha spiegato ai nostri microfoni il vicepresidente della Conferenza episcopale Venezuelana.

Dopo oltre quattro mesi di proteste e almeno 120 persone uccise negli scontri con le forze dell’ordine, le opposizioni appaiono ora divise. L’ex-sindaco di Caracas Antonio Ledezma è tornato agli arresti domiciliari. Non si hanno ancora notizie invece dell’altro leader arrestato Leopoldo Lopez. Altri militanti sono finiti in prigione, mentre alcuni esponenti hanno scelto l’esilio. Un’altra corrente ha deciso di abbondonare l’alleanza di opposizione, decidendo di partecipare alle prossime elezioni regionali promesse da Maduro. Solo poche centinaia le persone che ieri hanno manifestato in piazza a Caracas contro la Costituente: una delle mobilitazioni meno partecipate dall’inizio delle proteste.