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Nigeria. Mons. Kaigama: attacco a chiesa, azione inumana

Poliziotti nigeriani davanti alla chiesa di Saint Philip - REUTERS

Poliziotti nigeriani davanti alla chiesa di Saint Philip - REUTERS

di Elvira Ragosta

Sono almeno 13 le vittime e decine i feriti dell’attacco armato avvenuto ieri mattina nella chiesa di San Filippo a Ozubulu, nel Sud-Est della Nigeria. Un uomo, secondo la polizia - un commando composto da più persone, secondo alcune testimonianze raccolte dai media locali - ha fatto irruzione in chiesa, dove centinaia di fedeli si erano ritrovati per la Messa mattutina della domenica, sparando sulla folla. L'arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza episcopale nigeriana, mons. Ignatius Kaigama, ha appreso della tragedia in Italia, dove si trova in questi giorni e da dove sta cercando di contattare il vescovo locale per avere maggiori aggiornamenti sulla vicenda: “Non sappiamo i motivi alla base di quest’azione inumana - dice mons. Kaigama - e non possiamo immaginare che si possa fare una cosa del genere a persone innocenti che si ritrovano in chiesa alle 6.00 del mattino per pregare”.

Stando alle indagini, la causa della tragedia sarebbe legata ad una vendetta tribale e non al terrorismo. Il luogo in cui è avvenuto l'attacco, infatti, non è minacciato dal gruppo islamista Boko Haram, che pure ha già compiuto diversi attentati, sia contro cristiani che musulmani, ma che è attivo nella zona del Nord-Est del Paese. La diocesi di Nnewi, cui appartiene Ozubulu, fa parte, invece, dello Stato meridionale di Anambra ed è abitata, come il resto del Sud della Nigeria, in maggioranza da cristiani.

“E’ una zona molto cristiana - spiega mons. Kaigama - la zona nigeriana in cui la Chiesa cattolica è presente da più tempo. Qui, i primi missionari sono arrivati nel 1885”. Si tratta di un territorio in cui si possono verificare episodi di violenza locale, legati a questioni di terra e di agricoltura, ma un attacco all’interno di una chiesa qui è stato un evento del tutto inaspettato. Mons. Kaigama prega che un così brutale episodio “resti un caso isolato” e aggiunge: “In Nigeria abbiamo vissuto tanti problemi e non vogliamo che cresca la tensione. Abbiamo bisogno di pace perché il nostro è un Paese con tante risorse, che se usate bene ci consentiranno di vivere in pace”.

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista a mons. Kaigama