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Papa: il perdono libera il cuore, dà speranza, edifica la Chiesa

Il Papa alla Porziuncola per il Perdono d'Assisi - RV

Il Papa alla Porziuncola per il Perdono d'Assisi - RV

di Gabriella Ceraso

"Il perdono libera il cuore e permette di ricominciare: il perdono dà speranza, senza perdono non si edifica la Chiesa": questo il tweet che Papa Francesco ha lanciato oggi dal suo account @ Pontifex. Parole che hanno segnato il suo Magistero sin dai primi giorni di pontificato durante il quale ci ha insegnato a riconoscere nel perdono una "carezza" capace di "generare il Paradiso".

Al centro dell’omelia della solennità della Pentecoste di quest’anno c’era proprio questa riflessione sul perdono, considerato da Francesco “il dono all’ennesima potenza”, “l’amore più grande, quello che tiene uniti nonostante tutto, che impedisce di crollare, che rinforza e rinsalda”, e che viene dallo Spirito Santo.

Senza perdono, ha ripetuto spesso il Papa durante il Giubileo straordinario della Misericordia, “non si regge la vita della comunità cristiana”, perché in esso si mostra la gratuità dell’amore di Dio che ci ha amato per primo. E proprio perché è stato perdonato il cristiano, ha spiegato sempre il Papa, deve perdonare e non giudicare il fratello che pecca. Chiedere scusa, riconoscere il proprio peccato e offrire al tempo stesso comprensione verso gli altri, anche se non è cosa facile: questo è il pensiero di Francesco, che anche nella vita matrimoniale ha suggerito ai coniugi tre parole chiave, tra cui proprio la parola,"scusa".

Il volto del Padre misericordioso che non si stanca di perdonare se sappiamo tornare a lui con il cuore contrito, il Papa ce lo ha indicato sempre in questi anni, sin dall’inizio del suo Magistero, non mancando mai di sottolineare anche che  “è l’uomo a stancarsi di  chiedere il perdono”. Ed è l’uomo che, come ha detto visitando la Porziuncola il 4 agosto del 2016, “quando è in debito con gli altri pretende misericordia, ma quando è in credito, invoca la giustizia!”. E' invece l'amore del Padre che ci permette di essere riconosciuti come cristiani.

Ecco dunque il compito che Francesco indica ai discepoli di Cristo alla luce delle tante catechesi sul perdono: “Offrire la testimonianza della misericordia" in un mondo in cui troppe persone vivono "rinchiuse nel rancore e covano odio, perché incapaci di perdono", rovinando la vita propria e altrui piuttosto che trovare la gioia della serenità e della pace”.

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