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Papa in Colombia: p. Bortignon, testimone del cammino di pace

Papa Francesco e il motto del viaggio in Colombia - RV

Papa Francesco e il motto del viaggio in Colombia - RV

di Giada Aquilino

“Messaggero, pieno di gioia, inviato dal Signore. Vieni come pioggia nel deserto, dando speranza al nostro popolo”. Con queste parole comincia l’inno ufficiale del viaggio apostolico di Papa Francesco in Colombia, dal 6 al 10 settembre prossimi, con rientro a Roma Ciampino l’11 settembre. Il motto scelto per la visita, e anche per la colonna sonora, è:Facciamo il primo passo”, ad indicare il processo di riconciliazione in corso in un Paese sconvolto da oltre 50 anni di guerra civile tra governo di Bogotà e Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (Farc).

“Il Papa viene alla fine di tutto un processo e un cammino della Colombia”, afferma padre Francesco Bortignon, parroco a Cúcuta, nel Nord del Paese, al confine col Venezuela. Da 21 anni missionario in Colombia, padre Bortignon è direttore del Centro per le migrazioni e l’accoglienza (Casa de paso) di Cúcuta. Lo raggiungiamo telefonicamente quando lì è prima mattina. Lui, scalabriniano originario del Veneto, è già al lavoro, cercando di far fronte alle necessità di tanti migranti, al momento in maggioranza venezuelani, che varcano il confine scappando da violenze, fame e povertà.

Volentieri parla anche della “sua Colombia”, del momento cruciale che vive il Paese. “Finalmente - dice - è stato firmato l’accordo di pace con la guerriglia, con il gruppo delle Farc. Resta il gruppo dell’Eln, Ejército de Liberación Nacional, con cui c’è un dialogo in corso: il processo è un po’ lento, però si spera che, come per i colloqui iniziali che sono durati due anni, si riesca a firmare anche questa pace”. Solo così, spiega, si potrà arrivare ad uno stato di serenità, di assenza di guerriglia”. Ciò significherebbe soprattutto sicurezza, speranza ma anche “crescita economica” e “sviluppo”.

La Chiesa cattolica in Colombia ha sempre lavorato per giungere alla pace: “Si sta muovendo fortemente con sensibilità sociale e accompagnando questo processo di pace”, ricorda padre Francesco. La Chiesa in moltissime diocesi, “specialmente le più ferite dalla guerriglia”, porta avanti “iniziative di carattere sociale, di organizzazione e preparazione dei leader”, con “attività di carattere imprenditoriale”, in modo da preparare “la mentalità, la coscienza per un tipo di vita democratica, associativa, produttiva”.

Il messaggio che arriverà dalla visita del Papa sarà quello più puramente “cristiano, evangelico”: un messaggio di speranza, un messaggio di cammino, con una testimonianza cristiana autentica, proprio quella del “Facciamo il primo passo”. Un esempio quanto mai necessario, mette in luce padre Bortignon, in un momento in cui “siamo attorniati - conclude - anche da un’infinità di sette” che rasentano “la brujería, la stregoneria, la fantasia”.

Scarica il podcast dell'intervista a padre Francesco Bortignon: