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Corea: appello delle religioni per una vera pace Nord-Sud

Confine tra le Coree - EPA

Confine tra le Coree - EPA

Un appello per una “vera pace” tra le due Coree è stato lanciato nei giorni scorsi nel corso di una cerimonia interreligiosa svoltasi a Seongiu nel 64.mo anniversario della fine della guerra e la proclamazione della tregua, ancora in vigore.

Cattolici, protestanti e buddisti - riporta l’agenzia Asianews - hanno ricordato quel 27 luglio 1953 che ha segnato la fine del conflitto, ma al quale manca la conclusione della pace. “Se la pace non si afferma in modo definitivo nella Penisola coreana – ha dichiarato mons. Hyginus Kim Hee-joong, presidente della Conferenza episcopale coreana (Cbck) – finirà la pace in tutta l’Asia del Nord-est e la Penisola coreana diventerà polveriera pronta ad esplodere e a far scoppiare un’altra guerra”. “Noi – ha detto ancora presule – abbiamo bisogno di un trattato di pace e non solo di una tregua”.

Mons. Kim Hee-Joong è poi tornato a ribadire l’opposizione dei vescovi al THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), il sistema di difesa antimissili progettato e dislocato dagli Stati Uniti contro eventuali attacchi da Pyongyang. "E illusorio - ha affermato - voler installare la pace con le armi. THAAD non può portare la pace in Corea”. L'arcivescovo di Kwangju ha aggiunto che il dispiegamento di THAAD "è stato fatto senza il consenso della popolazione, quindi dovrebbe essere riconsiderato. Per la pace, dovremmo lavorare insieme alla stesura di un trattato”.

Intanto, continua a salire la tensione tra il regime di Kim Jong-un e Washington dopo le dure sanzioni decise domenica dall’Onu contro la Corea del Nord. Ieri Pyongyang a minacciato una vendetta "mille volte più grande", definendo le sanzioni come un frutto di un "odioso complotto degli Stati Uniti per isolare e soffocare" la Corea del Nord. In una dichiarazione congiunta rilasciata domenica dalla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump e il Presidente sudcoreano Moon Jae-in hanno affermato che la Corea del Nord “rappresenta una minaccia, seria e diretta, contro gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone, così come contro gran parte dei Paesi nel mondo".  (A cura di Lisa Zengarini)